A differenza del Coronavirus, dei morti di Austerity-Virus non bisogna assolutamente parlare.

Oggi ricorre l’anniversario di una manifestazione che organizzai a Roma il 9 settembre del 2019, quando circondammo pacificamente l’ambasciata greca della capitale, per deporre sui cancelli 700 rose bianche in ricordo dei 700 bambini morti in Grecia a causa delle misure di austerity.

Il macabro dato era stato divulgato dalla rivista scientifica Lancet.

https://www.repubblica.it/salute/2014/02/22/news/grecia_mortalit_infantile-79326564/

Noi ci presentammo in 300 circa, ognuno aveva in mano dei fiori banchi ed in maniera composta li portammo davanti alla sede diplomatica ellenica.

https://www.youtube.com/watch?v=4tGY0i1Z7gk&t=113s

Quei bambini erano morti di AusterityVirus. Un virus che non ha mai smesso di fare morti perché nessuno ha interesse a combatterlo. Altrimenti la cura ci sarebbe, e come. Oltretutto le vittime di Austerity Virus presentano tutte dei sintomi e sono facilmente riconoscibili: malnutrizione, rinuncia alle cure mediche, problemi psicologici legati ad una vita di stenti. La cura di cui hanno bisogno è qualcosa che l’uomo crea dal nulla, senza alcun bisogno di sperimentazione. Dovrebbero solo fare in modo che arrivi anche nelle mani dei più poveri.

Un’altra particolarità delle vittime dell’Austerity Virus e che di loro non si deve assolutamente parlare, anzi se qualche episodio esce fuori bisogna far credere che la loro morte sia legata ad altri fattoti. Esattamente il contrario di quello che avviene quotidianamente con le vittime del coronavirus, dove bisogna fare di tutto, invece, per legare la morte del paziente al Covid 19, anche se questi era affetto da patologie ben più gravi o addirittura quando il legame tra il decesso ed il Covid non è dimostrato.

Ed ecco il motivo della mia manifestazione fuori l’ambasciata greca. Dare notizia di morti che i media non hanno interesse a pubblicare. Emblematica a riguardo è la frase del vicedirettore del Corriere della Sera, Federico Fubini che disse testuali parole: ebbi accesso ai dati sulla mortalità infantile in Grecia e dei circa 600 bambini morti in più a causa delle misure imposte dalla Troika, ma non le pubblicai per evitare che i sovranisti ne approfittassero.

Questa frase racchiude la vergogna della nostra informazione mainstream. Dove ogni articolo deve avere una finalità politica anche al costo di strumentalizzare o oscurare dei morti innocenti, a seconda che le cause di quei decessi siano funzionali o meno alla propaganda del pensiero unico dominante. Immaginate se quei 600 bambini fossero morti oggi di coronavirus. Ed invece era stato il virus dell’austerità a colpirli. Ed ecco perché Fubini non li pubblicò. Ed ecco perchè nessun giornalista si presento fuori l’ambasciata greca e quella manifestazione passò nel silenzio generale. Dell’Austerity Virus non si deve parlare, perché chi lo ha indotto sono gli stessi che avrebbero il “vaccino” per debellarlo ma non hanno interesse a farlo, perché quei morti, sono da sacrificare sull’altare del grande capitale internazionale e su di essi si regge la dottrina del neoliberismo economico della quale i nostri media sono i più fedeli e servili sostenitori.

Approfondimenti nel libro/inchiesta La Matrix Europea.

La Matrix Europea (Ed. 2019)