Notizia del giorno: Cacciato il direttore dell’AIFA. L’uomo di Speranza e della OMS che promuoveva più dosi e non la farmacovigilanza.

Il ministro della salute Orazio Schillaci ha licenziato il direttore generale dell’AIFA Nicola Magrini, uomo di ferro di Roberto Speranza quindi uno dei responsabili della fallimentare gestione della pandemia. Un uomo che ha avuto in passato incarichi per la OMS, quindi incapace di contestare qualsiasi imposizione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ha infatti guidato un’ AIFA che si è limitata a ratificare quanto imposto dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) che a sua volta pende dalle labbra della OMS con la quale ha in comune molti dei finanziatori. Sembra infatti assurdo dirlo, ma gran parte dei finanziamenti dell’Ema provengono dalle case farmaceutiche che l’Ema dovrebbe controllare. In pratica il controllato paga il controllore.

Nel 2021 l’86% del budget dell’EMA è stato finanziato dalle stesse società private coinvolte nelle procedure di farmacovigilanza.

L’agenzia, infatti, richiede il pagamento di una tassa per esaminare le richieste di chi vuole immettere un farmaco nel mercato, per fornire pareri scientifici, effettuare ispezioni o definire il limite massimo di residui. A formare il budget del 2021, quindi, ci sono probabilmente anche i soldi versati dalle case farmaceutiche per le procedure di approvazione dei vaccini anti-Covid.

E così qualcuno si domanda come sia possibile assicurare l’indipendenza dell’organismo che si occupa del monitoraggio e dell’approvazione dei medicinali distribuiti negli Stati dell’Unione. La questione è stata posta in un’interrogazione alla Commissione Ue da Vincenzo Sofo, europarlamentare del gruppo Conservatori e Riformisti, guidato da Giorgia Meloni.

Ma tornando a Magrini – come sottolineato anche dal quotidiano La Verità- egli è l’uomo che alla guida dell’Aifa rifiutò nel M fornitura gratuita di monoclonali offerti per una sperimentazione clinica. Gli stessi monoclonali che poco dopo l’Italia dovette acquistare per 400 milioni di euro. Magrini non è neanche riuscito, o più probabilmente non ha voluto, mettere in essere un meccanismo di farmacovigilanza attiva sugli effetti avversi dei vaccini anti covid, quello che ci si aspetterebbe da un ente come l’AIFA. Ma se da una parte Magrini fingeva di non vedere gli effetti avversi, dall’altra ha continuato fino all’ultimo a raccontare che quei vaccini erano utili per fermare i contagi, nonostante lo avesse smentito anche la PFIZER dichiarando che quei vaccini non sono mai stati testati per quello. Eppure il direttore dell’AIFA, smentito dalla casa farmaceutica e ancor di più dalla realtà dei fatti, ha recentemente accusato la Meloni di ostacolare la campagna per la quarta dose utile per non portare il virus in famiglia.

Insomma. Oggi è un giorno di festa. Magrini non ci mancherà. Ringraziamo Schillaci ed il governo per averlo destinato al dimenticatoio.

 

Francesco Amodeo

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