Amazon smascherata. Tutte le prove di come i colossi del web boicottano gli autori scomodi.

Quando Amazon mi ha impedito di pubblicare il mio libro “31 Coincidenze sul Coronavirus e sulla nuova guerra fredda USA/Cina”sulla piattaforma Kindle, mi hanno scritto che il mio testo violava le linee guida, ed hanno aggiunto che loro INDIRIZZANO i clienti solo verso fonti ufficiali.

 

 

 

 

 

 

 

Non ho mai creduto che quella potesse essere la reale motivazione dato che il contenuto della mia inchiesta è proprio una raccolta di fonti ufficiali. Ma per dimostrare il contrario avevo bisogno di prove certe. Mi era infatti venuto il lecito dubbio che esistesse una sorta di lista di titoli di autori scomodi e non allineati, da censurare indipendentemente dal contenuto del testo.

Ho fatto allora una prova per vedere se la mia ipotesi fosse plausibile. Ho modificato il titolo del mio libro cambiando alcune parole e abbreviandolo, in modo da aggirare l’algoritmo qualora il mio titolo fosse davvero finito in una lista di testi da censurare.
Sapete cosa è successo?

https://www.amazon.com/…/B0…/ref=cm_sw_r_fa_dp_gfL9EbC7VQFNX

Il libro è stato accettato e caricato sulla piattaforma Kindle di Amazon. Ma come? Il testo non violava le linee guida e le regole di Amazon circa le fonti ufficiali? Eppure io il contenuto non l’ho cambiato. Ho modificato solo il titolo.
Vuoi vedere che l’algoritmo bloccava il titolo a prescindere dal suo contenuto?

Qualcuno allora potrebbe obiettare che tutti i testi che hanno la parola “Coronavirus” nel titolo (indipendentemente dall’autore) vengono rifiutati in automatico dall’algoritmo.
Ho fatto allora un’altra prova. Sono andato a verificare sulla piattaforma Kindle se ci fossero libri che riportassero la parola “Coronavirus” in copertina, ed ho trovato, tra gli altri, il libro di Burioni “dal Coronavirus alla peste” che come vedete è stato caricato senza bisogno di modificarne il titolo. Nonostante Burioni sia in causa con le Iene perché accusato di un gravissimo conflitto d’interesse. La magistratura ci dirà chi ha ragione ma l’episodio per la sua gravità avrebbe quanto meno giustificato un campanello d’allarme da parte di Amazon che invece ha pubblicato senza alcuna obiezione quel titolo sulla sua piattaforma provando però a bloccare sia il mio, in qualità di giornalista pubblicista iscritto all’ordine, che quello del noto e autorevole virologo Tarro che ha a sua volta querelato Burioni.

Può una piattaforma come Amazon usare due pesi e due misure per “indirizzare” i propri clienti?
Può una piattaforma come Amazon favorire il boicottaggio di alcuni testi non allineati?

Ricapitoliamo: 31 Coincidenze sul Coronavirus e sulla nuova guerra fredda USA/Cina non può essere stato rifiutato automaticamente dal kindle di Amazon a causa della parola Coronavirus in copertina. Perchè l’algoritmo come abbiamo visto non blocca i testi comprendenti quella parola.

Non può essere stato bloccato neanche per aver violato le linee guida (come hanno scritto nella mail ) perchè lo stesso testo con titolo modificato è stato poi accettato e pubblicato sulla piattaforma.

Ma allora perché è stato rifiutato con il suo titolo originale?

E qui arriviamo ad una ipotesi che se fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita. Vorrebbe dire che questi giganti del web preparano una sorta di “lista di proscrizione” di autori e di titoli scomodi da censurare in automatico in modo da indirizzare i lettori, non verso fonti ufficiali, ma verso autori allineati al pensiero unico imperante, senza contraddittorio, senza tesi alternative, senza contro informazione.

A questo punto vi chiederete: come fa Amazon a conoscere il titolo di un libro scomodo da inserire in una black list, in modo che al momento del caricamento sulla sua piattaforma da parte dell’autore, esso venga rifiutato in automatico?

Semplice. Si interfaccia con l’International Standard Book Number (ISBN)- ossia il numero che identifica a livello internazionale in modo univoco e duraturo un titolo o una edizione di un titolo di un determinato editore. Anche gli autori in self publishing (auto pubblicazione) per caricare il proprio libro sulle varie piattaforme, aderiscono al programma ISBN fornendo il titolo, la copertina, il nome dell’autore ed una accurata descrizione del tema trattato.

Una piattaforma come Amazon riceve queste informazioni subito dopo che l’autore ha richiesto il codice ISBN e quindi prima della sua reale pubblicazione.

Sapete perché posso affermare con certezza che ciò avvenga? Perché facendo una semplice ricerca su google usando le parole chiave “31 coincidenze sul coronavirus” e “amazon” mi sono reso conto che Amazon ha già ricevuto tutte le informazioni sul mio libro prima della sua pubblicazione, infatti la scheda e la copertina, che ho rilasciato al momento della registrazione del codice ISBN, sono presenti sul loro sito seguite dalla scritta “non disponibile”. E’ in quella fase che Amazon potrebbe potenzialmente decidere di inserire il titolo in una lista di testi da bloccare. Questo vale per me ma anche per qualsiasi altro autore considerato scomodo e non allineato. Mi sono arrivate decine di segnalazioni di libri non accettati da Amazon senza reali spiegazioni.

Ecco la scheda del mio libro sulla piattaforma Amazon.

 

Chi l’ha caricata? Perché scrivono:

“Al momento non disponibile. Ancora non sappiamo quando l’articolo sarà di nuovo disponibile” .

Sanno bene che quell’articolo non sarà mai disponibile su quella piattaforma dato che il mio account Amazon “Francesco Amodeo” è stato precedentemente chiuso senza possibilità di appello mentre sulla piattaforma kindle loro stessi lo hanno rifiutato. Le 3 recensioni che sono visibili sotto la scheda non sono ad opera di acquirenti di Amazon, a dimostrazione che il libro cartaceo non è stato mai disponibile su quella piattaforma, ma sono persone che accusano Amazon di censura. Ma allora perché mantenere quella scheda con quella scritta?                                         Ve lo spiego subito: Se provate a cercare il mio libro su google non troverete la scheda del sito www.matrixedizioni.it o quella di www.francescoamodeo.it che sono gli unici due siti dove il libro è in vendita e sempre disponibile, ma apparirà la scheda tratta dal sito Amazon, che ovviamente è più indicizzato, e quindi vi troverete difronte alla scritta “Non più disponibile”. In questo modo, da una parte Amazon indirizza i suo clienti dove ritiene più utile, e dall’altra evita che i clienti possano raggiungere altri siti per trovare testi da essi censurati.

Sembra davvero incredibile. Ma vi ho fornito tutti gli elementi e tutte le prove. Quale potrebbe essere una spiegazione alternativa a questo modo di operare?

Ovviamente non è solo Amazon ad usare questi metodi ma anche altri colossi del web. Guardate cosa mi è accaduto in passato con Ebay.

In data 26 Maggio 2019 mi scrivono per congratularsi con me per essere diventato un venditore con Affidabilità Top avendo raggiunto il 100% di feed back positivi su centinaia di transazioni. Pagine intere di recensioni a 5 stelle.

Cinque giorni dopo mi scrivono per comunicarmi che il mio account è sospeso per motivi di sicurezza e che non posso fare ricorso a quella decisione né aprire un nuovo canale ebay. Parlano di ragioni di sicurezza ma non mi danno spiegazioni e non mi permettono di rispondere a quella mail.

Cosa può essere accaduto in 5 giorni, se meno di una settimana prima ero considerato un venditore con il massimo dell’affidabilità di un libro recensito con il massimo dei voti? Non è dato saperlo. Bisogna accettare in silenzio la loro decisione.

Ed è qui che una riflessione è doverosa:

Questi colossi del web stanno causando la chiusura di centinaia di librerie indipendenti. Ed il fenomeno sembra ormai inarrestabile. Se permettiamo a chi si sostituisce alle libere di indirizzare i lettori con algoritmi e censure abbiamo decretato la fine della libertà di espressione, di opinione e di stampa.

Io li porto in tribunale.

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O vai sul sito www.matrixedizioni.it