Appello ai napoletani in piazza: se vogliamo altre 4 giornate di Napoli dobbiamo capire chi sono i nuovi nazisti.

Quanto è avvenuto a Napoli per le proteste contro il lockdown imposto dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, potrebbe avere risvolti miracolosi per quella scintilla che si è finalmente accesa. E come ogni scintilla rivoluzionaria potrebbe non essere più reversibile.

Ricordiamoci che i napoletani nel proprio DNA hanno dimostrato di avere quel cromosoma che rese possibile le“4 giornate di Napoli”, quando con un’insurrezione popolare nel 1943, nel corso della seconda guerra mondiale, riuscirono a liberare la città partenopea dall’occupazione dei nazisti.

Ma nella recente piazza di Napoli c’è stata troppa rabbia (giustamente), troppa impulsività. Troppa pancia.

Quella rabbia è anche la mia rabbia. Ma non è vincente. A me non interessa che si dica che i campani in rivolta hanno ragioni da vendere. A me interessa che si dica che i campani in rivolta hanno portato l’intero popolo italiano a tutelare i propri diritti e la propria libertà, cacciando i nuovi nazisti.

Il presidente Mattarella in questi giorni ha convocato il Consiglio Superiore di Difesa. Si aspettano disordini, rivolte, proteste. Si aspettano tutto quello che stiamo pensando di fare nelle piazze. E si organizzeranno per sedarlo.

Serve allora strategia. Meno pancia e più testa. Meno istinto e più razionalità.

Serve prima mettere giù, in brevissimo tempo, una serie di proposte concrete, formulate con le principali categorie e pretendere di essere ascoltati con una protesta ad oltranza ma organizzata, dove la rabbia e l’energia vengano canalizzate verso obiettivi specifici. Non mi meravigliano gli scontri che ci sono stati anche se mi rendo conto che è stata un’occasione persa da molti per l’ignoranza di pochi. Ma gli infiltrati ci saranno sempre e saranno sempre più violenti man mano che la protesta civile del popolo prenderà forma. Quindi non possiamo semplicemente spronare la gente a scendere in piazza, con la possibilità che si possa infiltrare tutto ed il contrario di tutto. Dobbiamo darci delle direttive precise che delimitino un perimetro d’azione: Dove andare? Cosa fare? Cosa chiedere? In questo modo, evitiamo che la piazza diventi terra di nessuno.

Ci sono troppe domande a cui i manifestanti non sanno ancora rispondere.

Contro chi manifestiamo? Contro il governatore De Luca perché vuole imporre il lockdown? O contro De Luca perché non è in grado di fare gli interessi dei cittadini e della Campania, a prescindere dal lockdown?

Se la chiusura totale la imponesse Conte ed il governo nazionale, De luca ci andrebbe bene? Dovrei dare per scontato che la protesta sia esclusivamente contro il lockdown, dato che un mese fa quello stesso De Luca ha preso il 70% dei voti proprio in Campania, no su Marte.

Allora c’è una seconda risposta che dobbiamo darci. Stiamo scendendo in piazza perché siamo a prescindere contro il lockdown ? Siamo contro il lockdown perché riteniamo sopravvalutata l’emergenza sanitaria rispetto ai numeri reali? O ci stiamo opponendo perché riteniamo che non ci siano garanzie economiche per le attività costrette a chiudere e per i lavoratori indipendenti costretti a rimanere a casa? Noi queste risposte dobbiamo darle, perché sono determinanti per poter formulare una proposta attraverso la protesta. Poi dobbiamo proporre soluzioni concrete.    Se non le abbiamo noi, che le cose le viviamo e le subiamo sulla nostra pelle, non possiamo pretendere che le abbia chi ci governa.

Allora facciamolo insieme questo lavoro. Cominciamo a rispondere alle domande:

Primo punto: dobbiamo essere consapevoli che cacciare De luca (che sarebbe cosa buona e giusta) non sarebbe però risolutivo ai fini del problema che stiamo vivendo. Perché non è un problema locale ma planetario. Chiunque altro arriverebbe al suo posto, probabilmente dopo 20 giorni, dovrebbe adottare le stesse misure che noi gli stiamo contestando o gli verrebbero imposte dal governo nazionale. I De Luca oggi li trovi anche in Sicilia, in Piemonte ma anche in Alsazia in Francia; li trovi nei land tedeschi; li trovi nel Regno Unito.

E’ fuorviante pensare che la nostra libertà dipenda dalla cacciata di De Luca, che va cacciato se non fa gli interessi dei cittadini. Ma prima dobbiamo dirgli quali sono i nostri interessi in questo contesto e costringerlo ad agire. Se non altro perché lo avete votato.

Secondo punto: è importante essere consapevoli che il problema non può essere neppure il lockdown in se. Perché a seconda della gravità della situazione sanitaria, potrebbe anche essere l’unica soluzione per debellare la pandemia.

Il problema reale è su quali parametri si decide un eventuale lockdown. Non possiamo permettere che i parametri continuino ad essere il numero di tamponi positivi e quello dei pazienti asintomatici. Altrimenti è evidente che si stia strumentalizzando l’emergenza sanitaria per secondi fini.

I parametri che possono giustificare la misura di contenimento più estrema, ossia la chiusura totale,  possono essere solo il numero dei morti ma per motivi esclusivamente legati al Coronavirus e quello della mancanza di posti nelle  terapie intensive. Ma anche in questo caso, l’eventuale sovraffollamento può essere preso in considerazione come parametro, solo dopo aver prima triplicato il numero di posti disponibili. Dopo aver aperto reparti Covid, potenziato il personale sanitario. E’ ovvio che se io ho 200 posti in terapia intensiva con 6 milioni di abitanti, ancora dopo 8 mesi dall’inizio della pandemia, vuol dire che l’emergenza non la sto subendo ma l’ho provocata. Ed i numeri oggi, ci dicono questo e lo vediamo nel grafico mostrato in TV.

                                               

Quindi la prima cosa da imporre è quella di rivedere i parametri.

Consapevoli però, che non si può essere contro il lockdown a prescindere. Qualora potenziando al massimo le terapie intensive ed i reparti covid si creasse comunque un pericolo sovraffolamento (cosa che io sono certo che non accadrà); se dovessero aumentare vertiginosamente il numero dei morti, per motivi legati esclusivamente al covid (cosa che mi auguro che non accadrà); a quel punto l’unica soluzione sarebbe la chiusura totale. E per assurdo dovremmo scendere in piazza noi, per pretenderla. Perché non arresti un fenomeno del genere uscendo dal bar alle 22 invece delle 24. Non lo arresti indossando la mascherina nei luoghi chiusi quando sei in piedi ma non quando se sei seduto. Se bevi ai tavoli ma non al bancone. Il 90% delle misure che stiamo subendo oggi e che castrano le attività commerciali, limitando la nostra libertà, non hanno alcuna incidenza sul contenimento del virus. Che sia chiaro.

Terzo punto: pretendere quindi che un lockdown non possa mai arrivare prima di aver potenziato al massimo i reparti covid e le terapie intensive, che dovrebbero a loro volta diventare l’unico parametro per valutare l’urgenza.

Quarto punto: la vera radice del problema.

Qualora l’aumento dei morti per ragioni legate esclusivamente al Coronavirus, in un contesto di terapie intensive quasi sature, dovesse rendere indispensabile un drastico lockdown ( ipotesi che dobbiamo per forza prendere in considerazione) dato che stiamo parlando della vita delle persone e non possiamo avere margini di errore o di approssimazione. Qualora questo scenario dovesse verificarsi, noi cittadini non possiamo e non dobbiamo essere chiamati a fare una scelta: rischiare di morire di Covid o rischiare di vedere morire le nostre aziende e le nostre attività, perché perdere la sicurezza economica ci esporrebbe ad altri rischi altrettanto gravi.

Se continuano a mettere gli italiani davanti a questa scelta, come stanno facendo, è ovvio che rispetto ad un fallimento sicuro, sceglieremo tutti il rischio più remoto, che è quello di morire di covid, opponendoci quindi a qualsiasi misura drastica di prevenzione, che blocchi persone e attività. Chi oggi sta mettendo gli italiani difronte a questa scelta è un criminale. Chi nel primo lockdown ha indotto i commercianti ad indebitarsi è un criminale. Chi ha indotto lo stato italiano a prendere i soldi in prestito per finanziare l’emergenza, è a sua volta un criminale. E qui finalmente arriviamo a capo della questione e De Luca al confronto vi sembrerà un boy scout.

Arrivano i nuovi nazisti.

Il fatto che non ci siano nuove terapie intensive; sufficienti reparti covid;  che non sia stata potenziata la sanità e aumentato il personale medico. Il fatto che non siano stati messi in sicurezza i cittadini, pur essendo tutti consapevoli di una seconda ondata della pandemia, è solo per una questione di soldi.

Se voi non avete ricevuto la cassa integrazione; se avete ricevuto un indennizzo pari solo al 20% di quello che avete perso, invece del 100%. Se hanno continuato a chiederci le tasse, le rate dei mutui, se non c’è stato l’azzeramento degli affitti commerciali durante i periodi di chiusura imposta delle attività. Se non ci sono stati i rimborsi dei canoni ai proprietari, almeno con crediti d’imposta; se non ci siamo mai sentiti al sicuro chiusi in casa ma col perenne magone del rischio fallimento, è solo ed unicamente una questione di soldi.

La frase della conferenza stampa di Conte che ci ha lasciati tutti sbigottiti, insieme a quella di un possibile lockdown è stata quella in cui annunciava che non ci sono soldi per tutti.

Allora è arrivato il momento che gli italiani si pongano la fatidica domanda e cerchino la fatidica risposta, senza permettere che continuino a darla altri, in maniera ingannevole.

Ma questi soldi chi li crea?

Se li creano i marziani, allora prendiamocela con i marziani per essere spietati al punto da far mancare i soldi agli stati anche quando servono per mettere in sicurezza la vita dei cittadini, durante un evento epocale e tragico.

Se li trovano i nanetti nelle cave, prendiamocela con i nanetti, che avrebbero dovuto lavorare il doppio per estrarne di più in un periodo del genere. Se invece ci rendiamo conto che i soldi vengono creati dal nulla dalle banche centrali che sono guidate da uomini, allora diventa evidente che ci sono uomini che non vogliono che usciamo dall’emergenza.

In questo video ,durante una conferenza stampa, un giornalista chiese a Mario Draghi, quando era governatore della BCE, ossia l’uomo che firmava gli euro che abbiamo in tasca:

Potete mai finire i soldi?

Draghi rispose di No, specificando che “le banche centrali non possono mai finire i soldi” perché li creano senza alcun collaterale in cambio, senza più la dovuta copertura in oro, come accadeva in passato. Per questo ha aggiunto: “abbiamo risorse per far fronte a qualsiasi emergenza”.

                                            

Ma allora perché ci dicono che non ci sono i soldi? Perché ci lasciano fallire? Perché ci costringono a scegliere tra rischiare la vita o rischiare e la sicurezza economica?

                                            

Perché uno stato dovrebbe indebitarsi con fondi tipo il Mes o aspettare tempi proibitivi per un Recovery Fund se quei soldi che ci vogliono prestare li crea quella stessa banca centrale europea che potrebbe farlo senza vincolarli a prestiti, almeno fino a quando non avrà messo in sicurezza i cittadini.

Lo sapete che i popoli non si sono mai posti questa semplice domanda, dando campo libero ai nuovi nazisti?

Lo sapete che la BCE per farci uscire dall’emergenza, dovrebbe fare semplicemente quello che oggi ha cominciato a fare solo parzialmente, ossia acquistare i titoli degli stati attraverso le loro banche centrali. Lo sapete che i popoli non si sono mai posti queste altre domande: se il fabbisogno degli stati per far fronte all’emergenza è 10 perché la Bce si ferma solo a 3 e poi ci chiede di indebitarci per gli altri 7 ? Perché non mette in quarantena perenne i titoli degli stati che ha in pancia, per evitare che i governi si tolgano risorse importanti per restituirli, dato che ad una banca centrale, non riaverli indietro non cambierebbe assolutamente nulla? Draghi è stato chiaro: “non possiamo mai finire i soldi”. Le banche centrali li creano. In passato ci dicevano che troppa moneta in circolazione crea inflazione e l’inflazione rischia di svalutare i nostri beni. Questo assunto, per quanto parzialmente falso e ingannevole potrebbe reggere in una condizione di normalità. Ma in una condizione come quella che stiamo vivendo oggi, dove milioni di persone rischiano di perdere il posto di lavoro, dove centinaia di migliaia di attività commerciali rischiano di chiudere, dove c’è in ballo la salute, per un virus invisibile che non si riesce a debellare. Voi credete si possa spaventare gli italiani con il rischio di una svalutazione qualora si mettessero in circolazione i soldi necessari per salvarli? Oltretutto in un momento in cui l’Europa intera ha esattamente il problema opposto, ossia è in deflazione. Ma poi perché i soldi creati dalla Bce e dati direttamente agli stati dovrebbero creare inflazione mentre quelli creati dalla stessa Bce ma dati agli stati attraverso intermediari e prestiti non avrebbero lo stesso effetto? Vi rendete conto che è una truffa? Vi rendete conto che si tratta del gioco delle 3 carte che a Napoli abbiamo inventato noi?

                                                              

Lo capite che in una situazione del genere, l’unico problema che dovrebbero porsi gli stati, è come debellare un virus invisibile che non sappiamo chi l’abbia creato, quanto durerà e che effetti potrà avere. E invece, sacrifichiamo la lotta al virus perché “non ci sono i soldi” che sono l’unica cosa che creiamo noi. Questo il paradosso.

Ma i nuovi nazisti hanno capito che o ci lasciano morire di crisi economica o di covid. L’alternativa per salvarci sarebbe mettere a nudo il loro Re. Il sistema economico e monetario truffaldino che hanno creato per chiuderci in campi di concentramento finanziari. Se cominciassero a dirci che i soldi ci sono per far fronte all’emergenza, il loro sistema verrebbe debellato prima del virus. Per questo la rivolta napoletana potrebbe diventare una rivolta nazionale e poi europea. Perché questo sistema riguarda anche gli spagnoli, i francesi, i greci…

In questi mesi sentiamo ripetere che dovremmo prendere come esempio la Cina, che prima di tutti ha sconfitto il Coronavirus. Ma vi siete chiesti come mai? Il primo motivo è che si tratta di una dittatura che ha usato metodi dittatoriali. E sono proprio quei metodi che oggi vorrebbero imporre in Italia con la scusa dell’emergenza sanitaria. Ma il secondo motivo, che invece non vogliono farci imitare, è il fatto che i cinesi abbiano avuto a disposizione tutti i soldi necessari per uscire dall’emergenza e rilanciare l’economia.Avete mai sentito il presidente cinese dire in conferenza stampa: non abbiamo i soldi per tutti o per risollevare l’economia?

 

                                                

Allora tiriamo le somme e torniamo nella piazza di Napoli per preparare le 4 giornate, dopo aver finalmente capito chi sono i nuovi nazisti.

Dobbiamo protestare per chiedere di:

  • cambiare i parametri utili per valutare un possibile lockdown.
  • che i parametri in questione debbano tenere conto di reparti covid e terapie intensive potenziate al massimo.

Qualora con i nuovi parametri, il lockdown dovesse risultare l’unica misura possibile, dobbiamo chiedere di:

  • Accreditare i conti correnti degli italiani con il 100% delle perdite ricevute nel periodo di chiusura, rispetto all’anno precedente.
  • Indennizzare tutte le categorie.
  • Sospendere per il tempo sufficiente, gran parte delle tasse, imposte e rate con modalità da concordare con le singole associazioni di categoria.
  • Convertire i debiti che i cittadini sono stati indotti ingannevolmente a contrarre nel primo lock down con prestiti a fondo perduto.
  • Bloccare i canoni commerciali per tutta la durata della ripresa, risarcendo i proprietari.
  • Emettere minibot regionali.
  • Mettere in essere politiche a difesa dei commercianti dai colossi del web. Se mi costringi a chiudere il mio negozio, non puoi permettere che i colossi del web, senza regole, vengano a prendersi i miei clienti dentro casa.
  • In pratica dobbiamo pretendere che salti ogni singola regola imposta ai governi e alle regioni per centellinate i soldi ai cittadini.

Non è una battaglia italiana è una battaglia europea. Ma è una battaglia che deve iniziare regione per regione, paese per paese. Portiamo queste proposte nelle piazze. Organizziamo sit-in permanenti per pretendere risposte.

E vedrete che non sentiremo mai più parlare di lockdown.

I napoletani avranno così contribuito alla cacciata dei nuovi nazisti.

 

Francesco Amodeo

La Matrix Europea (Ed. 2019)