Blocchi stradali e cortei in tutta la Germania: migliaia di agricoltori in protesta contro il governo.

Gli agricoltori tedeschi hanno iniziato lunedì una settimana di proteste in tutto il Paese. Le manifestazioni, a cui partecipano migliaia di lavoratori del settore agricolo, mirano a esprimere il malcontento per la politica del governo federale.

Sui social media circolano immagini di trattori e camion, alcuni dei quali con striscioni di protesta, che bloccano le strade principali del Paese e causano ingorghi. Centinaia di veicoli si sono già radunati davanti alla Porta di Brandeburgo a Berlino.

Nel frattempo, nello Stato della Sassonia, gli accessi alle autostrade sono stati interrotti e numerosi incroci sono stati bloccati. Secondo la polizia, 1.000 veicoli agricoli sono già concentrati in un distretto dello Stato. Anche nel Brandeburgo sono state bloccate le strade di accesso a quasi tutte le autostrade. La polizia di Monaco riferisce che circa 5.500 trattori si stanno dirigendo verso il centro della capitale bavarese da varie direzioni.

A scatenare le proteste a livello nazionale è stata l’intenzione delle autorità di abolire i sussidi all’agricoltura dopo che il governo del cancelliere Olaf Scholz ha approvato un pacchetto di misure per combattere il deficit multimiliardario del bilancio federale.

Le manifestazioni continueranno fino al completo ritiro delle proposte. Allo stesso tempo, la scorsa settimana il governo federale ha apportato un’importante modifica ai suoi piani, eliminando l’esenzione dalla tassa sui veicoli a motore. Le esenzioni fiscali sul gasolio, invece, saranno eliminate gradualmente per dare alle imprese interessate più tempo per adattarsi. Un taglio del 40% sarà attuato quest’anno, seguito da tagli del 30% nel 2025 e nel 2026.

Nonostante ciò, l’Associazione tedesca degli agricoltori (DBV) promette di continuare le proteste finché il governo non abbandonerà completamente le misure.

Gli agricoltori sottolineano che alcuni dei tagli previsti ai sussidi comporteranno una perdita di reddito inaccettabile e che non ci possono essere “compromessi” su questo tema.

Le azioni si concluderanno il 15 gennaio e culmineranno in una manifestazione di massa nella capitale.

 

Fonte: L’AntiDiplomatico

 

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