Bruxelles, agricoltori in protesta: questa volta non c’è recita capace di sedare la rivolta

Bonacini con altri 30 agricoltori italiani indipendenti sono in questo momento fuori la sede del Parlamento Europeo e parlano di un clima di guerra, raccontano infatti che per strada c’è il coprifuoco, le strade e i negozi sono deserti, i poliziotti sono in tenuta antisommossa e continuano a lanciare lacrimogeni. Poi un numero infinito di trattori decisi a farsi sentire, ormai possiamo dirlo inarrestabili. In questa cornice surreale invece si inseriscono le immagini della farsa che stanno mettendo in scena i rappresentanti della Coldiretti, con i loro ombrellini gialli, con i loro impermeabili che per far numero distribuiscono addirittura anche fuori alle stazioni della metropolitana.

Questo per marcare il territorio di una protesta che non è la loro, ma che pensano di portare avanti sventolando bandierine in un angolo riparato nei pressi del Parlamento Europeo. Una sceneggiata eterodiretta con la presenza di agricoltori per la maggior parte filogovernativi che probabilmente verranno ricevuti in modo che si possa continuare con la messa in scena e la narrazione secondo cui le associazioni di categoria italiana e le Istituzioni Europee stanno aprendo alle istanze dei nostri agricoltori perché pressate dal governo italiano. Tutto finto tutta una farsa ma gli agricoltori liberi. Quelli invece che non sono burattini delle associazioni di categoria, quelli che non sono etero diretti, vanno avanti senza sosta e questa volta non credo che ci sia recita o farsa capace di sedare questa rivolta.
Anzi, ascoltate questi clacson, questo è il suono di chiotta per uscire dalla gabbia europea.

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