Comunicato stampa. Corteo di Napoli del 23 ottobre contro le implicazioni della guerra.

Napoli 20/10/2022

Comunicato Stampa

 

Domenica 23 ottobre alle ore 10.45 da Piazza del Gesù a Napoli partirà un corteo per manifestare contro le implicazioni, per il nostro paese, della guerra e delle sanzioni alla Russia, in particolare contro il caro energia.

“Le sanzioni uccidono famiglie e imprese” è il testo dello striscione dietro al quale marceranno commercianti, ristoratori, panificatori, artigiani, imprenditori ed i rappresentanti di diverse categorie messe in ginocchio dal caro bollette. Hanno aderito all’iniziativa anche tanti partiti, movimenti e comitati del cosiddetto fronte anti sistema come Italexit del senatore Gianluigi Paragone; Alternativa del deputato Pino Cabras, Ancora Italia, e tanti altri che hanno presentato le proprie liste alle elezioni del 25 settembre e che finalmente hanno deciso di unirsi in un fronte comune su proposta del giornalista d’inchiesta napoletano Francesco Amodeo. Presenti i leader di sindacati intercategoriali come FISI ed il gruppo Ali, avvocati liberi italiani, che spiegheranno ai partecipanti come utilizzare una delibera dell’Autority dell’energia che consente l’apertura di un contenzioso sui costi addebitati, bloccando momentaneamente qualsiasi distacco dalla rete o depotenziamento della fornitura da parte delle compagnie energetiche.

I manifestanti chiederanno un prezzo al tetto della bolletta riprendendo l’iniziativa “Io pago il giusto” che prevede di rimodulare il costo delle fatture energetiche tenendo conto del prezzo unitario del KwH nel periodo immediatamente precedente l’inizio delle speculazioni sulla Borsa di Amsterdam. In questo modo gli italiani pagheranno i consumi reali e non i costi alterati dall’impennata speculativa. Verranno quindi distribuiti moduli a tutti i manifestanti e indicazioni su come compilare il ricorso all’Autority.

Verrà richiesto poi l’intervento della BCE per un “Whatever it Takes” energetico con l’emissione di bond comunitari per far fronte alle disastrose conseguenze del caro energia, senza che le misure necessarie gravino sul computo del debito pubblico italiano o siano affrontate con sforamento del deficit che poi si riversa sui cittadini italiani. L’Unione Europea stanzierà circa 1 miliardo e mezzo al mese per l’Ucraina emettendo obbligazioni comuni. Gli organizzatori della manifestazione, itinerante in tutta Italia, chiedono che la medesima operazione venga fatta, non solo per il paese in guerra – che tra l’altro non è un paese della UE- ma anche per i paesi comunitari, in particolare l’Italia, vittime delle conseguenze economiche di quella guerra stessa. Una guerra che secondo i manifestanti non doveva vederci coinvolti, se non per quello che concerne gli aiuti umanitari.

E’ impensabile – spiega Amodeo – aver imposto delle sanzioni al nostro principale ed attualmente insostituibile fornitore di gas senza avere prima delle alternative e rischiando ora di radere al suolo l’intero comparto economico del paese come dimostrano le numerose categorie che hanno aderito all’iniziativa”.

Il corteo terminerà nei pressi di Largo Berlinguer dove ci sarà un pubblico comizio per raccogliere le testimonianze di chi è sul punto di chiudere le proprie attività.

La manifestazione è stata organizzata sinergicamente dai rappresentanti dei diversi partiti, comitati, sindacati e categorie coinvolte.

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