Dalla Campania, il 2 novembre, parte l’iniziativa che scuoterà la moribonda Italia.

Quanto sta avvenendo nelle piazze di Napoli contro le misure anti covid imposte dal governatore DeLuca, potrebbe avere risvolti miracolosi ma nella piazza c’è ancora troppa rabbia (giustamente), troppa impulsività. Troppa pancia.

Quella rabbia è anche la mia rabbia. Ma non è vincente. A me non interessa che si dica che i campani in rivolta hanno ragione. A me interessa che si dica che i campani in rivolta hanno indotto il cambiamento, scuotendo il paese.

Dobbiamo quindi darci delle direttive precise che delimitino un perimetro d’azione. Bisogna creare un format della protesta in modo da poter federare tutte le piazze d’Italia.

Ma il format deve avere alcune caratteristiche fondamentali:

  • Deve essere replicabile, in contemporanea, nelle maggiori città d’Italia.
  • Deve essere strutturata in modo da non permettere infiltrati. O comunque deve poter risultare netta la distinzione, tra chi aderisce alla protesta e chi invece ha scopi diversi per secondi fini.
  • Deve essere dal forte impatto simbolico e mediatico.
  • Deve darci la possibilità di contarci e capire quanti siano realmente i commercianti, i lavoratori, gli imprenditori, le partite iva che rischiano di vedere morire la propria attività.

Con la parola “morire” entriamo nel merito della manifestazione che intendo concretizzare insieme a numerosissime organizzazioni di categorie:

Organizzerò il funerale dell’economia campana.

Le esequie si svolgeranno il giorno 2 novembre – giorno della commemorazione dei defunti – e partiranno dalla centrale Piazza Sannazzaro di Napoli, nei pressi della famosa fontana della sirena Partenope, vero simbolo della città.

Termineranno sotto la sede della regione Campania. A sfilare dietro al carro funebre, con distanziamento e mascherine, ci saranno tutti i commercianti, i ristoratori, i lavoratori del comparto turistico, i parrucchieri, i commessi, le partite iva, in pratica tutti coloro che stanno vedendo la propria attività lentamente morire nel quadro di una economia campana ormai defunta. Passeremo per le vie dello shopping e per il lungomare dove hanno sede gli storici ristoranti.

Ogni categoria avrà il proprio personale necrologio in cui saranno descritte le ragioni che potrebbero causarne il decesso in base alle direttive anti Covid regionali e ai DPCM nazionali. I necrologi, con il nome delle singole attività commerciali a cui si rischia di dover dare l’estremo saluto, verranno consegnati al presidente della Regione Campania o qualora questi non ritenesse doveroso riceverle personalmente dalle mani del parroco della zona, verranno affisse sui cancelli della sede regionale. Al termine delle esequie, i commercianti, i ristoratori ed i lavoratori, torneranno nelle proprie attività commerciali dopo l’orario di chiusura imposto, per accendere una candela in vetrina e vegliare per tutta la notte con il “defunto”.

Questo flash mob avrà un fortissimo valore simbolico. Non esporrà a rischio la cittadinanza perché si svolgerà all’aperto e con la mascherina. Non permetterà che ci siano infiltrati violenti perché, anche se i manifestanti fossero migliaia come ci auguriamo, dovranno tutti procedere a passo lento dietro al carro. Permetterà però ai commercianti, attraverso la descrizione nel necrologio, di specificare quale direttiva anti Covid rischia di sancire la morte della sua specifica attività.

La sera poi, le vetrine delle attività commerciali illuminate dalle candele, saranno il segno che in quel punto ci sono attività che si stanno lentamente spegnendo.

Faccio ora un appello a tutti i campani: Aiutatemi a realizzare questa manifestazione, scrivetemi a noi@francescoamodeo.it

Concludo esortando gli attivisti delle altre regioni italiane: il 2 novembre, giorno dei defunti, fate come noi della Campania, commemorate la morte della vostra economia.

 

Francesco Amodeo