Diario di Morpheus: Elezioni 2022: mi vorreste in campo? la scelta spetta a chi sostiene il mio lavoro..

Ho enorme rispetto verso chi mi segue e verso chi sostiene il mio lavoro rendendolo possibile. Mi trovo ora difronte ad una scelta importante che andrebbe a scardinare uno dei tabù che ha sempre contraddistinto il mio lavoro: l’avvicinamento alla politica, seppur con un partito anti-sistema, sovranista e fuori dalla compagine di governo.  L’eventualità o meno di accettare la prima candidatura della mia vita, con una discesa diretta in campo, non può che essere concordata con voi. Non con tutti ovviamente, i pareri saranno discordanti. Ma con una democratica maggioranza.

Non vi dirò di quale partito si tratta perché non voglio che questo influenzi la vostra decisione. Mi rivolgo a coloro che hanno fiducia in me, a prescindere. Chi mi giudica per quello che ho fatto, per il mio passato, per le mie battaglie, per la coerenza dimostrata negli anni. A voi affido la mia decisione. A chi invece vincola la sua fiducia nella mia persona e nel mio lavoro, al partito da cui potrei accettare di farmi mettere in lista o ancora peggio chi giudica in base a quanta fiducia gli ispiri il leader di quel partito stesso, non posso affidare una scelta per me così importante, perché vuol dire che la sua è una fiducia condizionata. Vincolata ad altri fattori. Non pura.

Prima di lasciare che siate voi a decidere, voglio però chiarire le 4 MOTIVAZIONI che mi hanno spinto a prendere in considerazione qualcosa che non ho mai fatto prima:

1) Il sistema ha mosso un attacco senza precedenti ai partiti di opposizione (quella vera) provando ad impedirgli l’accesso alle elezioni. Costringere i partiti minori a raccogliere le firme e a consegnare le liste elettorali durante la settimana di ferragosto è un attacco alla democrazia.

Lo sforzo per raggiungere l’obiettivo deve quindi essere massimo da parte di tutti. Chi pensa di avere un seguito tale da poter coinvolgere altre persone in questo sforzo; chi pensa di poter convincere i propri simpatizzanti a recarsi alle urne, deve metterci la faccia e deve scendere personalmente in campo. Considerate che per i più scettici andare a votare è come andare dal medico. Vanno solo da chi conoscono e da chi si fidano. Nessuno ama andare da un medico soltanto perché qualcun altro glielo ha consigliato, come si fa per un ristorante.

Chi si rende conto dell’urgenza, di portare quante più persone alle urne, a votare per partiti capaci di esprimere un dissenso al sistema vigente, deve rimboccarsi le maniche soprattutto se ritiene che la propria presenza in lista potrebbe smuovere una parte di elettorato, ormai sfiduciato.

2) Ci sono diversi partiti cosiddetti sovranisti che vanno per la maggiore ma i leader di questi partiti non hanno la piena fiducia da parte degli elettori per alcune loro scelte passate e questo spinge al non voto. Servono quindi candidati esterni che possano fungere da garanti. Da veri e propri “cani da guardia”, pronti a vigilare dall’interno affinché il leader del partito non devi rispetto al programma originale. Servono in lista persone che hanno dimostrato negli anni una certa coerenza; che hanno un’alternativa alla politica; e che hanno dimostrato di non scendere a compromessi. Solo così un partito che ha un buon programma ma un leader che non riesce a guadagnarsi la fiducia di tutti, può ricevere consensi, dando al tempo stesso una garanzia agli elettori che quel voto non venga disattivato.

3) Stanno provando a silenziare il mio lavoro.

Dopo la chiusura della mia storica pagina FaceBook; dopo che hanno messo in shadow ban la mia pagina instagram ufficiale, impedendo ai followers di trovarmi o di taggarmi; dopo che mi hanno chiuso il profilo TikTok (riaperto dopo un ricorso); dopo che mi hanno tolto la monetizzazione al canale YouTube, dopo che mi hanno chiuso il canale di vendita Amazon; dopo che mi hanno escluso nuovamente dai circuiti mediatici main-stream, è evidente la volontà di censurare il mio lavoro; di impedirmi di divulgare al pubblico i temi delle mie inchieste; di silenziarmi definitivamente facendomi sparire dal mondo social e dal web. E’ necessario che io mi copra le spalle prima che questo accada. Se continuo ad operare unicamente come blogger o giornalista indipendente, prima o poi riusciranno a chiudermi tutti i canali. Ho bisogno quindi di un contenitore più grande, come un movimento o un partito che faccia sue le mie battaglie e le mie denunce e che mi aiuti nella divulgazione attraverso canali diversi, come quelli di partiti politici o di parlamentari della Repubblica, molto più difficili da silenziare.

4)  La campagna elettorale, seppur breve, mi darebbe la possibilità di diffondere il mio lavoro in tante piazze. Grazie alla legge della par condicio potrei bypassare la censura mediatica. Questo mi permetterebbe di allargare il mio bacino di utenza. Le mie battaglie, durante tutta la campagna elettorale, diventerebbero le battaglie di un intero partito e non più di una singola persona.

Queste sono le 4 motivazioni principali che mi hanno spinto a valutare una candidatura. Una decisione sofferta ma pensata, soppesata, analizzata. Che ora non posso che affidare a VOI. Il “mio popolo” sovrano.

Pensate che la mia presenza all’interno di un partito possa essere una garanzia per voi?

Vi sentireste tutelati a sapermi in un partito verso cui siete scettici o del cui leader non avete pienamente fiducia?

Pensate che sia una buona strategia per raggirare la definitiva censura a cui sono destinati i miei canali?

Trovereste uno stimolo al voto, avendo la possibilità di sostenere un partito che ha candidato una persona di cui vi fidate?

Queste sono le domande che dovete porvi prima di rispondere alla domanda definitiva:

Mi volte come candidato alle elezioni del 2022?

SI ? oppure NO?