Giorgia Meloni? Belle parole, ma se sulla politica internazionale segue PD e Agenda Draghi…

Sto preparando un video per voi per commentare il discorso di insediamento di Giorgia Meloni alla Presidenza del Consiglio in Italia. Un discorso lungo, accorato, un bel discorso senza dubbio (le parole non le sono mai mancate), ma io andrò a fare una sorta di fact-checking – anche se questa parola non mi piace perché viene spesso utilizzata contro la verità -, andrò a fare un’operazione di verifica delle contraddizioni delle sue promesse rispetto alle scelte che ha già intrapreso. La mia non vuole essere una critica a un Governo che ancora non ha iniziato ad operare, lungi da me farlo. Però sono consapevole che per quante differenze ci siano rispetto ai Governi precedenti – e sono il primo a dirlo e che ha aspettato undici anni prima di vedere il Centrosinistra sbattuto finalmente fuori dal Governo, undici anni che ho aspettato di vedere il ritorno di un Governo di destra in contrapposizione al Centrosinistra globalista – però sono anche il primo che, per onestà intellettuale, deve ammettere che per quante differenze ci siano, tra l’attuale Governo e quelli che l’hanno precedute, per quante cose saranno sicuramente migliorate, per quanti temi trattati dal nuovo Governo sono vicini ai miei temi e alle mie idee, se sulla politica internazionale e sulla geopolitica si segue il tragitto già segnato dal Centrosinistra e dall’Agenda Draghi, gli italiani andranno a finire nel medesimo burrone.

Quindi, nonostante le tante direzioni positive che può prendere questo Governo sui temi della famiglia, l’immigrazione, la lotta alle politiche LGBT, la lotta alle politiche globaliste, se poi si ricongiunge sulla geopolitica e sulla politica internazionale a quel solco già tracciato dal PD e dall’Agenda Draghi, finisce nel medesimo burrone, quindi nulla può cambiare per il nostro Paese, per il futuro di noi italiani. Queste cose dobbiamo farle emergere, queste contraddizioni le dobbiamo portare fuori subito perché mentre l’elettorato del PD è un elettorato totalmente inconsapevole, totalmente vittima della disinformazione (è quello che pensa che l’Unione Europea sia nata da un sogno nato grazie a un socialista italiano su una bellissima isola come Ventotene, ‘il sogno dei popoli’), se pensa che la NATO serva per portare la pace nel mondo, l’elettore di Fratelli d’Italia, invece, è un elettore molto più consapevole, in alcuni casi perfettamente consapevole, di quali siano le politiche per l’interesse nazionale, di cosa voglia dire essere patriottici e lavorare per la patria, sono abbastanza scettici sui temi dell’Unione Europea e della NATO, quindi è più difficile infinocchiarli. Allora noi dobbiamo fare in modo che questo elettorato della Meloni diventi sempre più consapevole di quale sia la retta via per portare avanti temi come patriottismo, come interesse nazionale, come bene comune, come priorità al popolo italiano, che così diventerà anche per quell’elettorato più semplice capire quando il loro leader sta deviando da quel senso di marcia. Questo è un dovere per chi fa il mio mestiere come ‘cane da guardia’ dei poteri forti.

Perché il conflitto è NATO