È il momento di federare le piazze. Ecco la strategia per unire il popolo.

E’ arrivato il momento di proporre soluzioni concrete e strategie per realizzarle. Il momento della delega è finito. Il momento delle divisioni è finito. E’ indispensabile creare uno spartiacque, una netta linea di demarcazione tra chi è a favore del popolo e chi è contro di esso. Tra chi è disposto a scendere in campo per lottare per la libertà e chi pensa di stare ancora al sicuro nel proprio orticello perché le fiamme le scorge solo  in lontananza.

Non amo criticare le scelte degli altri, soprattutto quando sono persone schierate con impegno dalla mia stessa parte della trincea. Ammetto però che, se io fossi stato nei panni dei leader dei portuali di Trieste non avrei mai accettato di incontrare un membro di questo Governo, piuttosto gli avrei fatto arrivare le istanze dei manifestanti senza mai spostarmi dai dintorni del porto, vero punto nevralgico.

Così come non avrei mai annullato una manifestazione per paura di possibili infiltrati. Avrei denunciato pubblicamente le possibili infiltrazioni e creato un cordone di sicurezza attorno ai manifestanti pacifici. Ma se passa l’idea che il popolo annulla le proprie manifestazioni davanti al pericolo di infiltrati allora forniamo su un piatto di argento ai nemici dei popoli la possibilità di disattivare ogni protesta.

Detto questo, anche se loro hanno voluto agire diversamente non sarò io a contestarne le scelte per l’enorme rispetto e infinita riconoscenza che provo per il loro operato. Attendo (in vigile attesa) la risposta del Governo che dovrebbe arrivare in queste ore. Quella risposta che – ahimè – già prevedo che sarà l’ennesima umiliazione per i lavoratori italiani. L’ennesimo spregio alle piazze piene che abbiamo visto in questi giorni. E a quel punto non ci resta che unirci, creare un fronte comune compatto e trasversale. Un patto in difesa della democrazia e della Costituzione, ma per farlo bisogna abbattere prima divisioni e personalismi.

E’ bello vedere tante piazze attive ma sarebbe ancor più bello vedere tante piazze coordinate e federate. E’ bello vedere l’attivismo degli influencer del web ma sarebbe ancora più utile che tutti diffondessero lo stesso messaggio, veicolando strategie e soluzioni e fornendo un punto di riferimento alle persone che oggi sono confuse e smarrite.

Perché questo possa accadere ho deciso personalmente di contattare tutti i miei colleghi, anche a quelli con cui ho avuto divergenze in passato. Aggregare tutti gli opinion leader del web e gli organizzatori delle maggiori manifestazioni che si stanno svolgendo nelle diverse piazze. Potrei fare tanti nomi, ne ho contati già circa 50 che a breve contatterò: personaggi che hanno un grosso seguito e che tutti insieme raggiungono centinaia di migliaia di persone. Ho preso già contatti con gli organizzatori di Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Modena, Torino, Trento, Milano, Udine, Ancona, Perugia e tanti altri che verranno e ovviamente convocherò i rappresentati dei portuali di Trieste.

Obiettivo: federare le piazze per fare in modo che non ci siano più tante iniziative separate ma tutte iniziative coordinate e parallele. Creare un fronte comune anche sul web per dare informazioni corrette e puntuali sulle iniziative da intraprendere. L’incontro si svolgerà a novembre a Roma: sono già state delineate alcune figure chiave. Tantissime sono le adesioni anche se il numero di partecipanti alla tavola rotonda sarà ovviamente limitato.

L’iniziativa mira a dare sostegno da subito ai portuali di Trieste stilando una serie di strategie utili a rendere la loro azione incisiva con la partecipazione di tutte le piazze d’Italia. Radio Radio potrà essere il megafono di questa iniziativa a porte chiuse che potremmo definire metaforicamente la ‘Contro-Bilderberg dei popoli’.

Il Bildeberg è una riunione annuale che si svolge dal 1954 e che riunisce tutto il gotha della finanza mondiale e non solo. Personaggi che si incontrano per portare avanti i loro interessi, che sono diametralmente opposti a quelli dei popoli e delle democrazie.

Nei report di quelle riunioni si legge che le democrazie non sono sempre applicabili, che i processi democratici vanno bypassati perché lenti e farraginosi e che andrebbero stracciate le Costituzioni in Europa perché troppo sbilanciate in favore dei popoli e contro gli interessi dell’élite. Fino ad oggi non c’erano esponenti del popolo pronti a riunirsi per difendere i principi democratici e la costituzione da questi attacchi. I popoli negli anni hanno collezionato sconfitte su sconfitte senza opposizione alcuna.

Trieste ha acceso una miccia che dobbiamo raccogliere da tutta Italia ma è inutile farlo con azioni scomposte svincolate l’una dall’altra. Chi da anni difende i popoli, le Costituzioni e la democrazia deve ora riunirsi a porte chiuse e stilare le proprie strategie di difesa. È quello che intendiamo fare a Roma dal mese prossimo e negli anni a seguire. Saremo la risposta del popolo all’arroganza dell’élite, un’arroganza sempre scientemente organizzata e coordinata. È il momento di farlo anche noi.

L’anno scorso contestavamo il MES per essere una imposizione economica che non lasciava scelta agli stati. Oggi contestiamo il Green Pass come imposizione sociale che non lascia scelta al cittadino. In futuro, probabilmente, diremo di NO a qualche altra imposizione. Come vedete cambia la forma ma non la sostanza. Per questo vorrei che tanti miei colleghi e tanti italiani capissero che dobbiamo smetterla di veicolare le nostre azioni verso battaglie che riguardano singole imposizioni finendo per creare dei recinti ideologici e delle spaccature.

Bisogna cominciare semplicemente a dire con forza SI al ripristino dei principi costituzionali e delle libertà dei cittadini. La battaglia per la democrazia e per la costituzione, riguarda tutti, ingloba tutte le istanze e non dà  adito a divisioni.

Quando mi chiedono se io sono un sostenitore del “No Green Pass” io rispondo semplicemente che sono un sostenitore dei principi costituzionali. In questo modo ho indirettamente risposto a quella domanda ma senza creare ulteriori categorie divisive. Io non vado in piazza per dire No al Green Pass o per dire No al vaccino obbligatorio, io vado in piazza per chiedere che venga applicata e salvaguardata la costituzione e i valori democratici. Ovviamente questo implica un NO deciso a tutto quello che va contro quei principi.

Se vogliamo raggiungere davvero milioni di italiani dobbiamo fare appello anche ai moderati, e per farlo dobbiamo uscire dalle nicchie ideologiche, dobbiamo abbandonare i punti divisivi. Dobbiamo includere e mettere tutti intorno alla difesa della costituzione.

Bisogna essere consapevoli che quelli che ieri volevano il MES sono gli stessi che oggi vogliono il Green Pass perché, come abbiamo visto, il loro obiettivo dichiarato è stracciare le costituzioni; sostituire le democrazie con delle tecnocrazie ed è su quei due punti che fanno cartello contro i popoli ed è quindi sulla difesa di quei due punti che il popolo devo organizzare la propria difesa.

Ma questo dobbiamo gridarlo nelle piazze; dobbiamo scriverlo nei nostri volantini; lo devono raccontare i nostri portavoce. Deve essere l’unica cosa che dobbiamo ripetere in coro davanti alle Tv mainstream. Invece che cosa accade. Accade che ci facciamo trovare sempre col piede in fallo. Se ci proponiamo come NO VAX ci metteranno contro i SI VAX; se ci dichiariamo semplicemente contro il Green Pass, ci metteranno contro quelli che la ritengono una misura per superare la pandemia. Se ci dichiariamo per l’Italexit, ci metteranno contro quelli che non hanno gli strumenti per valutare i danni della moneta unica. Basterebbe, invece, scendere in piazza in difesa della costituzione, delle libertà e soprattutto dei lavoratori perché queste battaglie andrebbero ad inglobare tutte le altre ma senza creare divisioni, anzi si creerebbe in questo modo una netta linea di demarcazione tra , tra le democrazie contro le tecnocrazie, tra le regole democratiche contro i vincoli incostituzionali.

A quel punto il popolo saprebbe finalmente da che parte stare. E tutte le sotto categorie oggi divise, si scoprirebbero tutte dalla stessa parte della trincea.

E’ questo concetto che voglio portare al meeting di Roma.

 

Per adesioni scrivere a noi@francescoamodeo.it

 

Francesco Amodeo