Ecco come hanno portato avanti la loro agenda ai danni dei popoli. E come i popoli possono disarmarli..

Nella mia carriera ho pubblicato 6 libri inchiesta. Spesso su temi apparentemente molto diversi da loro. L’inchiesta sull’Unione Europea in cui dimostro come alcune oligarchie siano riuscite attraverso le proprie potenti organizzazioni a prendere il controllo delle istituzioni europee e dei governi in Europa ai danni dei popoli e delle democrazie, soprattutto inducendo e strumentalizzando le crisi economiche.

Nell’inchiesta sul Covid ho spiegato come organizzazioni sovranazionali come la OMS abbiano acquisito poteri enormi sugli stati strumentalizzando l’emergenza pandemica. E come siano stati compressi e sacrificati i diritti e le libertà dei cittadini sull’altare della lotta al virus.

Così come in altre inchieste ho dimostrato come certi apparati abbiano indotto e approfittato della strategia della tensione in Italia per prendere in ostaggio il nostro paese ed utilizzarlo in funzione antisovietica. Quello che poi faranno in futuro con l’Ucraina, con conseguenze ben peggiori, per utilizzarla in funzione anti russa, trascinando anche noi europei in un conflitto che non ci appartiene ma che è irrimediabilmente lesivo dei nostri interessi.

Quando mi sono chiesto quale fosse la costante di tutte le mie inchieste, mi sono reso conto che c’era effettivamente qualcosa che le accomunava tutte: la PAURA. E più precisamente la strumentalizzazione della paura.

Mi riferisco a quella che i padri fondatori del neoliberismo definiscono Shock Therapy, che prevede di approffittare o nel peggiore dei casi di indurre uno stato di shock politico, economico, sociale o sanitario di un paese per costringere i cittadini ad accettare misure che altrimenti non accetterebbero mai perchè palesemente contrarie ai loro stessi interessi. Misure che di volta in volta porteranno ad un cambio del modello vigente nell’interesse di un ristretto numero di persone e contro gli interessi dei popoli.

Nel 1992 era nata l’esigenza di cambiare il modello politico in Italia. Fino a quell’anno, era interesse di certi apparati che l’Italia diventasse una potenza economica. L’incubo peggiore per gli USA, che dal dopoguerra avevano il pieno controllo del nostro paese, era l’avvicinamento dei comunisti al governo del paese. L’Italia aveva il partito comunista più grande d’Europa, collegato con l’Unione Sovietica. Il pericolo che questo partito arrivasse al governo in Italia aprendo le porte ai sovietici in un paese strategico per gli interessi USA nel Mediterraneo ed ai confini con la Cortina di Ferro, turbava a tal punto gli statunitensi che per impedire che quello scenario si realizzasse, arrivarono a destabilizzare completamente il nostro paese dando vita ad operazioni militari e di intelligence clandestine nel nostro paese, di cui pagarono le spese alcuni statisti italiani. Quello a cui diedero vita porterà il nome di strategia della tensione. Ossia l’applicazione più concreta della Shock Therapy. Attraverso la strumentalizzazione della paura e anche mediante altre azioni congiunte, riuscirono a spazzare via una classe politica poco addomesticabile, poco incline ai diktat americani e soprattutto convinta della malafede dei trattati europei che l’Italia avrebbe dovuto firmare da lì a qualche mese. La firma del Trattato di Maastricht coinciderà con stragi eccellenti come quella dei magistrati Falcone e Borsellino e coincide anche con la riunione sul Britannia organizzata per svendere l’Italia ai potentati anglo americani nel silenzio e nella distrazione generale. La riunione sul Britannia si tenne il 2 giugno del 1992, la strage in cui perse la vita Giovanni Falcone si consumò meno di dieci giorni prima, il 23 maggio, quella di Borsellino il 19 luglio dello stesso anno. Risultato: finì una Repubblica e ne cominciò un’altra con una classe politica prona e addomesticata ai diktat esterni. La paura aveva vinto.

Anni dopo sorse l’esigenza di cambiare il modello economico. Di condurre gli stati alle definitive cessioni di sovranità ad entità europee svincolate da ogni controllo democratico e dominate dal Cartello Finanziario internazionale. Per costringere i cittadini ad accettare delle vere e proprie distorsioni della democrazia, fecero appello ad un virus creato artificialmente nel laboratorio dei mercati: lo spread.

“Fate Presto”, titolavano i giornali, o questo virus finirà per infettare le economie di famiglie e imprese italiane. La sera eravamo tutti intenti a seguire in TV l’andamento di questo differenziale di rendimento, fino a quando non ci fornirono la soluzione, indispensabile per evitare che il paese finisse nella terapia intensiva dei mercati. Dovevamo affidarci preventivamente alla scienza dei mercati, che ci suggeriva di accettare la caduta di un governo democraticamente eletto e l’arrivo di un governo commissariato da tecnici imposti, i virologi della finanza, quelli cioè capaci di debellare il virus.

Ci riuscirono. Gli italiani accettarono tutto. Vinse nuovamente la paura.

Qualche anno più tardi, l’obiettivo divenne molto più ambizioso: cambiare il modello sociale.

Le oligarchie dominanti si erano rese conto che democrazia e globalizzazione non erano compatibili, ma soprattutto che democrazia e globalizzazione non erano in grado di competere con il sistema proprio della super potenza che stava emergendo mettendo in discussione la leadership occidentale (si legge statunitense), che si basava invece su totalitarismo e globalizzazione: la Cina.

Le élite occidentali si trovarono quindi davanti ad un bivio: lasciarsi superare dal dragone o provare a competere, con la consapevolezza che per farlo dovevano creare un modello sempre più simile a quello dei propri competitor, quindi sempre più simile ad un regime totalitario che ad una democrazia. La pandemia gli ha dato questa chance. E’ stato sperimentato su larga scala un modello che al momento opportuno può diventare totalitario, comprimere i diritti e le libertà dei cittadini, bypassare i processi democratici, ignorare i dettami costituzionali. Sempre e solo in nome di una emergenza. Una emergenza, questa volta causata da un virus che non contagiava soltanto i mercati come lo spread, ma che infettava la popolazione e che quindi non imponeva soltanto un cambiamento radicale del modello economico ma un cambiamento repentino di quello sociale. E per far sì che i popoli accettassero passivamente questi cambiamenti e la cessione di sovranità e di potere decisionale ad altri organismi svincolati da ogni controllo democratico, come la OMS, bisognava far leva nuovamente sul fattore PAURA. Il “Fate Presto” del 2011 per imporre il cambio di governo e frenare lo spread, si è trasformato nel “Fate Presto” per fermare il Covid ed ancora una volta ha imposto un cambio di governo. E’ non è un caso che l’emergenza spread abbia portato al governo Mario Monti, mentre l’emergenza covid abbia portato al governo Mario Draghi, entrambi provenienti dalle medesime organizzazioni internazionali che hanno preso in ostaggio i nostri governi a partire dal 1992. Così come non è un caso che entrambi provengano dalla banca d’affari Goldman Sachs, che è risultata responsabile di aver indotto la crisi sui mercati. Così come non è un caso che entrambi lavoravano negli anni 90 alle privatizzazioni e alla svendita del patrimonio pubblico e delle banche italiane. Il Cartello non ha lasciato nulla al caso. Ma tutto quello che è riuscito ad ottenere nel proseguimento della sua agenda, l’ha ottenuto soltanto grazie alla strumentalizzazione della PAURA. E’ la paura il loro migliore alleato. Ed è la paura il minimo comune denominatore dietro tutti i loro successi. La vera clava contro i popoli. Per questo noi per prima cosa dobbiamo capire come battere la paura e dobbiamo lavorare su quello. Sappiamo che si ha paura principalmente di due cose: le cose che non si conoscono e le cose che si affrontano da soli.

Se io resto bloccato in una stanza con la luce accesa, avrò sicuramente meno paura che se restassi bloccato in una stanza con la luce spenta. Perchè con la luce accesa ho la consapevolezza di quello che ho attorno. Ho la possibilità di capire da dove potrebbe provenire un pericolo ed organizzarmi per tenergli testa. Con la luce spenta non posso che attendere passivamente in balia degli eventi. Questo è il motivo per cui noi dobbiamo lavorare sulla consapevolezza degli italiani. Dobbiamo portare la luce nelle loro “stanze”. Dopo che gli italiani avranno acquisito la consapevolezza del nemico che hanno difronte, dobbiamo fare in modo che non si sentano più da soli nella loro battaglia. Che il nemico sia economico, politico o sanitario, qualsiasi battaglia che combattiamo da soli non può che essere una battaglia che ci mette paura. Ed è sulla paura che loro vincono sempre. Se riusciamo a creare gruppi coesi, momenti di aggregazione e di condivisione, se creiamo un nostro fronte della trincea, la paura cederà il posto ad un positivo sentimento di rivalsa e di riscatto.

Dimenticatevi che tutto quello che le élite globaliste al potere hanno fatto fino ad oggi, lo abbiano fatto per motivi economici. I soldi, la ricchezza finanziaria sono per loro semplicemente un mezzo ma assolutamente non un fine. Il loro obiettivo è il controllo totale della popolazione. E puoi controllare solo una popolazione impaurita e inconsapevole. Lavoriamo su questo, affinchè non possano fare più leva sulla nostra paura. DISARMIAMOLI.

 

Francesco Amodeo

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