Governatore De Luca: lo sceriffo delle mascherine che toglie i fondi ai malati veri.

Mascherine, lockdown, tamponi a tutti. Per la lotta al Covid, il governatore De Luca indossa la maschera dello sceriffo della Campania. Ma se hai bisogno di esami diagnostici per malattie più gravi, le procedure sono un tantino più complicate. E lo sceriffo si trasforma nell’idraulico che chiude i rubinetti alla sanità convenzionata.
Esemplificando, questa è la situazione di molte strutture ospedaliere italiane, in particolare nella regione Campania, in cui da poco è stato rinnovato il mandato al governatore Vincenzo De Luca, ma sul quale si iniziano già a sollevare i primi polveroni di una sanità che troppo presto è stata nascosta sotto il tappeto dallo “sceriffo”.

Parliamo infatti delle strutture specialistiche, quelle che curano pazienti con ricetta: persone molto malate o senza possibilità economiche per avere un normale accesso al diritto alla salute.
Niente più fondi a cardiologi, radiologi, o terapisti specializzati; niente più cure a chi, paradossalmente, ne ha più bisogno. Così De Luca ha comunicato che – per ora – i rubinetti sono chiusi: una situazione che non deve essere sottovalutata, come testimonia a ‘Un Giorno Speciale’ il Dott. Gennaro Lamberti, presidente di FederLab (Associazione di Categoria maggiormente rappresentativa dei Laboratori di Analisi Cliniche e dei Centri Poliambulatori) che ha allertato su un dato attualmente sottovalutato praticamente da tutti i media: quello della mortalità delle altre malattie, aumentata proprio durante i mesi dell’allerta Covid.
Non si tratta di un caso: come spiega il giornalista Francesco Amodeo, le due statistiche sono profondamente collegate.