Governo Conte Bis: Chi l’ha fatto nascere. Chi lo ammazzerà.

Prima di entrare nel merito dell’oggetto di questo articolo è doverosa una premessa: La Matrix Europea è un libro inchiesta del 2014. Ma gli scenari raccontati si sono realizzati concretamente 4 anni dopo ed è per questo che soltanto nel 2019 è diventato “virale” sul web. Anche quando presentai la lista del Bilderberg 2016, analizzandone gli scenari, essi non suscitarono immediatamente interesse. Molti mi fecero notare,dopo qualche mese, che nessuno dei nomi presenti in quella lista avesse poi avuto uno scatto di carriera nelle istituzioni europee come io avevo previsto. Tre anni dopo , invece, quei nomi ce li siamo ritrovati rispettivamente ai vertici della BCE, della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e del Fondo Monetario Internazionale. Ed in tanti sono tornati a scrivermi “tu ce l’avevi detto”. Quando a Giugno 2019 raccontai che per la prima volta il Cartello finanziario internazionale aveva convocato Matteo Renzi a porte chiuse supponendo che avessero, quindi, un probabile ruolo di primo piano per lui, in molti mi dissero che questa volta sarei stato smentito perché era matematicamente impossibile che Renzi, senza voti, non essendo più Segretario del suo partito e con i genitori agli arresti, potesse mai tornare ad essere determinante per la formazione di un Governo.
Ma siccome la matematica non è un’opinione ed io non esprimo pareri personali ma collego fatti reali. Oggi la cronaca politica conferma anche quella assurda previsione.

Questa premessa dimostra, che tranne alcuni casi, le dinamiche del Cartello finanziario vanno inquadrate in un’ottica di lungo periodo. Chi cerca il collegamento causa/effetto nel breve periodo, rischia di perdere la visione d’insieme. Se avete letto La Matrix Europea avrete tutti gli elementi per capire certe dinamiche e cosa sto cercando di trasmettervi. Quel libro è stato scritto per permettere ai lettori di avere una lente per leggere gli avvenimenti da una prospettiva più ampia. La settimana scorsa sono stato forse l’unico in Italia a pubblicare interi video per dimostrarvi il ruolo di Trump in questa crisi di Governo che si inseriva nel contesto della sua opposizione all’espansione cinese in Italia. E che cosa è accaduto subito dopo ? E’ accaduto che per la prima volta nella storia, proprio il Presidente Trump facesse un tweet (che molti hanno definito endorsment) ad un Presidente del Consiglio di un altro paese prima che questi venisse ufficialmente riconfermato. Questa è la prova dell’ingerenza americana nella crisi di Governo che io vi avevo anticipato spiegandone nei dettagli le motivazioni e la cronologia degli eventi. È anche vero che io avevo ipotizzato che Trump avesse interferito per favorire un nuovo Governo con la Lega capace di sistemare quelle questioni irrisolte che gli americani ritengono prioritarie. In prima battuta, non avevo preso in considerazione  il fatto che la logica ed il buon senso non possono essere applicati a uomini spietati e molto pratici che non guardano in faccia a nessuno e che hanno come unico obiettivo quello di raggiungere nel più breve tempo possibile i propri interessi. E’ evidente che per Trump non faccia differenza se il problema glielo risolva un tale che si chiami Salvini o uno che si chiami Conte. Lui ha bisogno di un interlocutore affidabile che non faccia scherzi come è invece accaduto con il Governo giallo-verde su diversi dossier importanti. Conte durante il G7, di Biarritz è stato l’unico dei partecipanti ad appoggiare la scelta di Trump di riportare la Russia nel G7 (altra scelta che rientra nella strategia di contenimento della Cina) ed è ovvio che lo abbia rassicurato anche su altri dossier motivo per cui Trump abbia ritenuto, con molte probabilità, più affidabile un nuovo Governo Conte che altre ipotesi, che al momento avrebbero avuto troppe incognite. Trump aveva capito che nel Governo giallo verde, i dossier che lui riteneva prioritari venivano bloccati da una delle due parti politiche per mettere l’altro in difficoltà nei confronti del partner atlantico. Ed ha ritenuto che per interrompere questo giochino ai suoi danni fosse auspicabile avere un unico interlocutore che non potesse incolpare altri per non aver mantenuto la parola data. Ecco perché nel suo tweet ha posto l’accento sul fatto che “Conte lavora bene con (si legge PER) l’America. Avrà avuto le sue garanzie. Lo vedremo presto nel posizionamento geopolitico di questo Governo sul alcuni specifici dossier. Certo con questo Esecutivo resta il nodo dell’asse franco tedesco in europa che trova una solida sponda nel PD ed in Conte stesso. Ma Trump nelle ultime settimane ha capito che lo scontro con la Cina è al momento l’unica priorità perché le cose gli  rischiano di sfuggire di mano. La guerra all’UE può attendere. Non conviene combattere su due fronti anche perché, in questo modo, rischierebbe di fornire alleati europei alla Cina. Ed è per questo che a Biarritz, Trump sembrava Alice nel paese delle meraviglie. Tutto era bello. Tutti erano buoni. Tutto è stato un successo. Anche il ritrovato feeling con Macron. Quel fronte per Trump può aspettare. Non appena avrà ultimato con la Cina tornerà all’attacco assestando il colpo di grazia. Ed è per questo che Salvini ha una sola via d’uscita. Preparare il terreno di scontro per quando l’asse di guerra si sposterà nuovamente sull’Europa. Deve chiamare i cittadini alla mobilitazione contro questo Governo filo Troika. Deve spiegare agli italiani chi sono gli esecutori e i mandanti del golpe in Italia. Deve riprendere dalla soffitta l’antieuropeismo alla Borghi, deve smetterla di usare Bagnai come una scimmietta da circo da portare sulla spalla ed esibire sui palchi frequentati da sovranisti e deve tornare a dargli il ruolo che gli spetta: economista antieuro. La piazza deve essere informata, coinvolta, preparata. In questi mesi di Governo ha fatto l’errore di essere troppo ambiguo e di mostrare fermezza e decisione solo sui temi dell’immigrazione. Ha mandato Giorgetti in America a tranquillizzare gli americani sui dossier che riguardano il 5G di Huawei ed il Memorandum sulla via della seta, poco prima che il Presidente cinese venisse a firmarlo in Italia. Poi è andato lui stesso, subito dopo, a rimarcare il ruolo di sponda per gli americani all’interno del Governo Gialloverde. Ma in questo modo ha accesso un campanello d’allarme nei pentastellati che hanno cominciato a flirtare con i cinesi per mettere Salvini in cattiva luce con l’Amministrazione Trump al fine di impedirgli di mantenere le promesse e suscitare le reazioni nervose degli americani come quando l’Ambasciatore USA in Italia, il potente Eisenberg ad inizio Agosto è piombato nell’ufficio di Giorgetti consapevole che non sarebbe stato convertito in legge il decreto anti Huawei sul Golden Power come comunicato dai pentastellati. Un decreto che per gli USA è considerato di estrema importanza in funzione anti cinese dato che l’Amministrazione Trump ha ufficialmente accusato Huawei di usare quelle tecnologie per spionaggio per conto di Pechino. Tenendo conto che l’Italia è per gli americani un paese Nato strategico al centro del mediterraneo che ospita importanti basi militari dove viaggiano dati sensibili, capirete perché la sicurezza delle sue reti in chiave anti cinese e qualcosa di assolutamente prioritario. Ecco la scelta dell’Amminsitrazione Trump di inserire Huawei Italia ed il Centro ricerche di Milano nella black list.

L’ambasciatore americano Eisenberg dopo il colloquio nell’ufficio di Giorgetti e dopo aver convocato  Di maio a porte chiuse per una lunga colazione nella sua residenza, si deve essere reso conto che gli interessi Usa rischiavano di finire in quel gioco che i ragazzi chiamano “lo scemo in mezzo” ed ha capito che il Governo gialloverde non era più una garanzia a causa delle sue litigiose dinamiche interne. A nulla saranno servite le precedenti promesse di Giorgetti convocato a Maggio alla AmCham – una sorta di Camera di commercio americana in Italia – dove davanti allo stesso Eisenberg e ai membri delle principali aziende italiane ed americane nel settore della sicurezza, confermava di essere pronti ad un cambio di Governo qualora i pentastellati non avessero rispettato determinati accordi. Un occhio attento deve, infatti, essersi reso conto che Salvini avrebbe continuato a fare promesse agli americani che i pentastellati gli avrebbero impedito di mantenere per accreditarsi loro come interlocutori. Su queste basi gli americani avranno spinto Salvini a staccare la spina, e sotto queste pressioni, il Ministro dell’Interno leghista avrà fatto l’errore di credere che contestualmente gli avrebbero illuminato il cammino.

Invece Conte, nel mezzo, è stato bravo a tenersi alla larga da quei giochetti dimostrando di avere un ruolo difficile perché conteso tra due alleati di Governo con idee divergenti. Ma non ha perso occasione per ribadire con fermezza, in più occasioni, di aver recepito il messaggio. Come quando fu ascoltato per circa due ore dal Copasir, assicurando che da parte sua “saranno messi in campo tutti gli strumenti, tecnici e normativi, per garantire la sicurezza delle reti evitando rischi di spionaggio di dati sensibili”. O quando durante un discorso all’Ambasciata d’Italia a Pechino difronte alla comunità italiana in Cina affermò che “siamo attenti che con il 5G non ci siano iniziative predatorie e soprattutto che in un settore così caratterizzato da una sofisticata tecnologia come il 5G siano assicurati gli standard di sicurezza massimi, di protezione dei dati”. Quanto basta per far capire all’Amministrazione Trump che con le mani libere avrebbe eseguito quanto gli chiedevano. Anche Salvini avrebbe fatto lo stesso ed è il motivo per cui ha creato la crisi, ma il cambio di Governo con nuove elezioni è più ostico e più imprevedibile e gli americani lo sanno bene. Come sanno bene che lo stesso Salvini si è mostrato meno gestibile, sicuramente meno “Puppet” di Conte. E non sempre si è mosso con cautela. Come quando è emerso che dei suoi collaboratori si riunivano negli hotel con gli oligarchi in Russia. Per iniziativa personale, fino a prova contraria, ma la cosa non sarà sicuramente piaciuta a chi lo osserva da oltre oceano. Giurava piena lealtà all’alleanza atlantica e prometteva di arginare l’espansione cinese in Italia e poi proponeva al Mise, Michele Geraci come Sottosegretario. Un uomo ossessionato dalla Cina che ad un tratto ha cominciato a vestirsi da pentastellato andando molto oltre il suo ruolo di esperto dei mercati cinesi e creando anch’egli imbarazzi alla Lega con l’Amministrazione americana. Troppi incidenti di percorso. Il maestro orientale del film Karate Kid ha espresso un concetto fondamentale: “se cammini a destra va bene, se cammini a sinistra, va bene, ma se cammini al centro prima o poi qualcuno passa e ti investe”. Salvini non può essere accusato di aver ignorato questa massima orientale perché ad un tratto ha provato a procedere spedito sulla linea tracciata dal fronte atlantico ma aveva gli alleati che gli mettevano lo sgambetto per farlo inciampare sul fronte opposto e collaboratori e conoscenti che effettuavano spesso e volentieri invasioni di campo non autorizzate. Morale della favola: meglio Conte che dopo il colloquio di Biarritz avrà promesso di “lavorare bene con (ricordate che si legge PER) gli americani” almeno sul fronte cinese. Se così fosse, una volta formato il suo nuovo Governo lo vedremo affannarsi ad attuare subito le disposizioni del decreto Golden Power prima della sua naturale scadenza a Settembre 2019.

Sono quasi certo che questo accadrà perché Trump dopo il suo endorsement avrà preteso un segnale immediato.

Per il resto bisognerà attendere il futuro regolamento di conti (e di Conte) dell’Amministrazione Trump con l’Europa franco-tedesca dove Salvini potrà giocare il ruolo del terzo che gode tra i due litiganti ma prima dovrà riprendere una linea più radicale non troppo amata dalla vecchia guardia leghista che preferisce un antieuropeismo all’interno dei vincoli Europei e un ruolo meno esposto nell’internazionale sovranista . Ma solo se Salvini sarà in grado di proporsi come campo di battaglia della guerra all’Euroa di Aquisgrana, coinvolgendo ed informando il popolo, allora molto presto vedremo il Governo Pd/Cinquestelle sciogliersi come neve al sole. Ed il tweet che lo ha creato ne decreterà la fine con la stessa velocità del suono di un cinguettio.

Ora Salvini deve pensare solo alle piazze. E volgerle lo sguardo contro l’asse franco tedesco che da oggi ha preso in mano le sorti del nostro paese.

Il libro La Matrix Europea è disponibile al seguente link:

https://francescoamodeo.it/prodotto/la-matrix-europea-libro-cartaceo/?v=cd32106bcb6d