Il G7. La farsa della conferenza di pace in Svizzera e le proposte di Putin. Ristabiliamo la verità.

In Svizzera c’è stata la conferenza di pace per l’Ucraina. Alla quale sono stati invitati tutti meno quelli che avrebbero potuto decidere realmente di arrivare alla pace: i russi. E’ stata in pratica una conferenza di pace. Senza possibilità di pace. I cinesi lo hanno capito subito e non hanno voluto mandare neanche una loro delegazione. Neanche l’ultimo dei funzionari dell’ambasciata, neanche lo stagista, trovando ridicola una conferenza sulla pace senza la presenza dei due contendenti in guerra. C’è da dire che molti paesi “pesanti”, presenti alla conferenza non hanno firmato il documento finale.

Diciamolo chiaramente, la conferenza era di pace solo nel nome perché poi si è parlato soltanto di come far proseguire la guerra. Sono stati promessi a Zelensky nuovi fondi con i quali potrà continuare a far massacrare i propri militari e a perdere territori. Biden (che non ha capito fino all’ultimo neanche dove si trovasse) ha però confermato a Zelensky altri 10 anni di aiuti per arrivare a vincere una guerra gli ucraini e l’occidente collettivo hanno già perso.

Ci ha pensato Putin a ricordare a tutti i presenti al summit in Svizzera che l’unico che può parlare di pace in Ucraina è proprio lui. Infatti pur non essendo stato invitato ha rilasciato una dichiarazione in parallelo, presentando le condizioni poste dal vincitore (ossia dalla Russia) per arrivare ad una fine immediata del conflitto. Badate bene: Non ad un congelamento della guerra o ad un cessate il fuoco. Ma alla fine definitiva delle ostilità. Ossia alla pace. Quella di cui avrebbero dovuto discutere, almeno sulla carta, al vertice in Svizzera ma che, per ovvie ragioni, non poteva essere fatto senza Putin.

Quali sono le condizioni poste da Putin?

Il ritiro delle truppe da tutte le 4 regioni rivendicate da Mosca, quindi non solo Crimea e Donbass ma anche Kherson e Zaporizhzhia, comprese le città ancora in mano all’esercito ucraino. Poi ovviamente l’impegno dell’Ucraina a non aderire alla NATO e la denazificazione dell’Ucraina.

Sono proposte interamente a favore della Russia, dicono gli analisti e i media occidentali, ma soltanto perché non sono capaci di leggerle con una visione a lungo raggio. Mi spiego meglio. Anche quando Putin chiedeva solo il Donbass sembravano condizioni a favore della Russia. Poi la guerra è continuata, Putin ha guadagnato territori, l’offensiva ucraina è fallita. Le sanzioni non hanno piegato l’economia russa. Ed ora quella stessa proposta, rivista oggi, sembrerebbe effettivamente positiva anche per Kiev. Stessa cosa accadrà in futuro se Kiev rifiuterà la nuova proposta sui 4 oblast. La guerra continua. Putin guadagna territori. L’Ucraina si indebolisce. E quelle stesse richieste non saranno più sufficienti per Putin che ancora una volta ha dimostrato di avere come unica intenzione quella di mettere in sicurezza i propri confini e di non aspirare alla conquista dell’Europa come ripetono i nostri media per assecondare i deliri di Zelensky. Ma è ovvio che più continuiamo a dare all’Ucraina armi a lungo raggio, più il raggio della zona cuscinetto di cui Putin ha bisogno per sentirsi al sicuro, aumenta. Faccio un esempio banale ma significativo: Se noi piazzassimo a Roma un missile capace di colpire Mosca in pochi secondi e lo affidassimo all’esercito ucraino in Italia, il problema di Putin diventerebbe anche Roma, ma non perché vuole impossessarsi delle monetine della fontana di Trevi ma perché dovrebbe mettere in sicurezza la Russia.

Ora arriviamo alla truffa. Il gioco delle tre carte inventato al G7 in Puglia.

E’ stato deciso, infatti, di creare un fondo da 50 miliardi per sostenere la guerra in Ucraina, utilizzando gli interessi che generano dagli oltre 300 miliardi di fondi russi congelati nelle banche in Europa e negli Stati Uniti. Noi come Italia aderiremo sicuro a questo fondo. Il problema è che i media stanno mistificando la realtà: non è vero, infatti, come scrivono, che saranno i russi a pagare il sostegno in Ucraina perché quei fondi russi non possono essere toccati. E’ giuridicamente infattibile ed una azione del genere destabilizzerebbe i mercati internazionali. Si parla infatti ingannevolmente di fondi russi. Ma quello che i paesi occidentali potranno utilizzare sono soltanto gli interessi generati dai fondi russi congelati. Intanto, però, le spese per l’Ucraina, ossia i famosi 50 miliardi andranno anticipati, anche da noi italiani. Che sia chiaro. Dato che i media italiani utilizzano parole ingannevoli.

Putin pagherà la guerra come dice Repubblica e La7?

NOO la guerra la paghi anche tu che non sei Putin. Perchè adesso andrà decisa la quota che spetta all’Italia. E quella quota andrà anticipata in attesa di recuperarne una parte con gli interessi che matureranno nel tempo. Un meccanismo tipo il MES che pensavamo di esserci tolti dalle scatole. Quello era un fondo salvabanche, questo è un fondo che salva gli interessi USA in Ucraina attraverso il loro puppet Zelensky. Ma cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: paghiamo anche noi.

E cosa accade se, come dobbiamo augurarci tutti, si troverà un accordo e verranno scongelati i beni russi, conditio sine qua non per un accordo di pace? Accadrà che quei profitti torneranno ai russi. Ed i creditori occidentali (leggi anche popolo italiano) resteranno con il cerino in mano. Ed è esattamente quello che accadrà. E quello che tutti noi che vogliamo la pace ci auguriamo.

 

Francesco Amodeo

Perché il conflitto è NATO

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