Inammissibile: Bond comuni per aiutare Kiev, ma non per famiglie e imprese strozzate dalle bollette

I giornali hanno fatto sapere che l’Unione Europea stanzierà un miliardo e mezzo di euro al mese per l’Ucraina, che vuol dire 50 milioni di euro ogni giorno per un Paese che non sta neanche nell’UE. Questi soldi verranno finanziati con l’emissione di bond comuni europei, quindi non andranno a gravare sul computo del debito pubblico dei diversi Paesi. La domanda che dobbiamo porci è perché, se possiamo stanziare questi bond per la guerra in Ucraina, non possiamo stanziare anche dei bond comuni europei per far fronte al caro energia, per salvare famiglie e imprese vittime delle dirette conseguenze di quella stessa guerra, e quindi permettendo a famiglie e imprese di pagare i consumi ma non le speculazione.

In che modo? Andando a moltiplicare i kilowattora consumati per il prezzo unitario del kilowattora però prima che iniziassero le speculazioni sulla Borsa di Amsterdam, in modo da avere un calcolo preciso di quelli che sono i consumi e di quelle che sono le speculazioni. Quindi, le aziende e i cittadini italiani si troverebbero a pagare soltanto i consumi senza le bollette decuplicate a causa del caro energia e delle varie speculazioni sulla Borsa di Amsterdam; quella parte lì sarebbe invece in carico alla Banca Centrale Europea, emettendo questi bond comuni. Come vedete, la soluzione politica esiste, la soluzione economica esiste, ma non vogliono attuarla.

Ora dovete dirmi perché si può stanziare un miliardo e mezzo di euro ogni mese per la guerra e non si possono stanziare con la stessa modalità i fondi necessari a salvare gli italiani, le imprese, le famiglie dalle speculazioni dovute a quella guerra stessa. Questo è un tema sul quale noi dobbiamo accendere un riflettore. Come vedete, sono gli stessi che volevano farci morire per Maastricht che oggi vogliono farci morire per Kiev.

Per questo motivo, Il 23 ottobre si è svolto a Napoli il primo corteo contro le implicazioni della guerra per famiglie e imprese italiane. Per dire NO alle sanzioni ed il conseguente caro energia.

Dato il successo dell’iniziativa, il corteo sarà replicato in tutte le maggiori città italiane.

Prossima tappa Torino.

Perché il conflitto è NATO