La parola agli agricoltori: l’intervista di Francesco Amodeo dal presidio di Roma

Le proteste degli agricoltori italiani non si fermano. Dal presidio di Roma, Francesco Amodeo ha intervistato Gianni Agresta, agricoltore impegnato in prima linea nella protesta pacifica.

Amodeo: “Siamo qui al Presidio di Roma, circondati di trattori, perché domani ci sarà una grande manifestazione dove finalmente gli agricoltori faranno sentire compatti la propria voce. Questo è un cartellone significativo, vuol dire che si è raggiunta la consapevolezza che il vero problema è l’Unione Europea. All’interno dell’Unione Europea, delle direttive dei vincoli europei, non è possibile superare i problemi degli agricoltori. Problemi che portano il nome di CETA, che è il trattato che è stato firmato dall’Unione Europea con il Canada.
A proposito, ora sta emergendo che hanno firmato quel trattato perché l’Unione Europea ha bisogno di importare il litio dai paesi sudamericani, quindi vi lasceranno invadere dai prodotti agricoli del Sud America purché loro riescano ad importare il litio che serve per questa transizione green. Poi ci sono gli accordi di solidarietà con l’Ucraina che hanno permesso al grano Ucraino di invadere i nostri mercati e la possibilità addirittura per l’Ucraina in futuro di entrare nell’Unione Europea che secondo l’ISPI già questo ha certificato che costerebbe 10 miliardi di euro ai soli agricoltori italiani. Quindi il problema è qui, gli agricoltori lo hanno capito bene e domani ci sarà questa grande protesta. Gianni Agresta, come avete intenzione di agire domani?

Agresta: “Domani scenderemo in strada con tutti i trattori che fanno parte dei presidi qui a Roma, faremo un percorso sulle strade che ci sono state autorizzate dalla questura, porteremo in strada in maniera pacifica quello che è il nostro rito di protesta per sensibilizzare le persone e per far capire alle istituzioni che siamo qui presenti e abbiamo intenzione di centrare il bersaglio perché è da oltre un mese che siamo sulle strade e siamo venuti qui apposta per ottenere delle risposte tangibili, concrete

Amodeo: “Io ci tengo a chiarire che questi trattori sono arrivati dal Veneto, dall’Emilia-Romagna, a 40 all’ora, facendo svariate ore di viaggio. Sono persone che hanno dovuto lasciare le proprie terre, il proprio lavoro, quindi sono decisi, pacifici ovviamente è una parola che non c’è neanche bisogno di dirlo, però decisi

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