Le documentate accuse del Sudafrica contro Israele alla corte penale.

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1 Comment
  • Alberto Locatelli
    Posted at 14:17h, 24 Gennaio Rispondi

    Egregio dott. Amodeo, l’amore per la verità richiede che si documenti anche da quale “pulpito” proviene questa infamante accusa di genocidio nei confronti dell’odiato (anche da Lei, purtroppo) Stato di Israele. Il moderno (inteso del presente, non certo nel senso di esempio di modernità) Sudafrica, al pari di tutti quegli stati che, presso l’ONU, sono ritenuti degni di poter avere un loro esponente a occupare posizioni inerenti la difesa dei diritti umani, presenta un profilo generale che definire inquietante è innegabile, a meno di bendarsi gli occhi di fronte alla cruda realtà.
    Realtà che, sempre in tema di genocidio (termine che – presumo sia superfluo ricordarLe – fu coniato giusto ottant’anni fa dal giurista polacco di origine ebraica Raphael Lemkin, studioso ed esperto del genocidio armeno), pare sconfessare, attraverso le statistiche demografiche, l’inesorabile, progressiva eliminazione della popolazione palestinese dalla faccia della terra a opera dei mostri sionisti che anche Lei denuncia con forza. Il tasso di crescita demografica che si rileva sui siti istituzionali, tanto nella cosiddetta “prigione a cielo aperto” di Gaza, quanto nella Cisgiordania in cui i cosiddetti coloni amerebbero sparare ai palestinesi (più o meno come, per passatempo, certi direttori dei campi di concentramento nazisti facevano ai detenuti ebrei), lascia perplessi coloro che cercano di capire se l’uso della parola “genocidio” abbia perso ormai significato (un po’ come la parola “emergenza” in Italia).

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