Le prove dell’attacco politico a Djokovic in 6 fotografie.

Con due articoli, pubblicati in esclusiva su questo BLOG ( Articolo 1Articolo 2 ) ho fornito le prove dell’attacco politico contro il tennista Djokovic in Australia. Ho analizzato le motivazioni del forte astio del governo australiano contro il tennista serbo e i possibili mandanti politici degli attacchi contro di lui che sono terminati con il ritiro del visto e la conseguente squalifica del campione dal torneo degli Australian Open.

Nella mia inchiesta anticipavo quello che sarebbe stato l’esito della vicenda: Il governo australiano avrebbe ritirato il visto al tennista serbo a qualsiasi costo, costringendolo a lasciare il paese al costo di scavalcare le decisioni della Corte federale. Il motivo? Perché siamo difronte ad un attacco esclusivamente politico che nulla ha a che vedere con le scelte vaccinali del campione serbo o con la tutela della salute pubblica degli australiani che per ovvie ragioni non potrebbe essere compromessa dal famoso tennista solo perché non vaccinato.

La verità è che per ragioni politiche non avrebbero mai permesso a Djokovic di giocare il torneo in Australia così come per ragioni politiche non avrebbero mai permesso a Maradona di terminare un mondiale negli USA.

Analizziamo le motivazioni alla base della mia tesi in 6 fotografie:

  1. 1) Djokovic svolge un ruolo da protagonista durante le proteste del popolo serbo contro l’accordo tra la multinazionale Rio Tinto ed il governo serbo per lo sfruttamento dei giacimenti di litio e jadarite nel paese del tennista.

Le proteste bloccano l’accordo del valore di miliardi di euro.

 

 

 

 

 

2) La Rio Tinto è una multinazionale anglo/australiana.

La Rio Tinto Limited è la divisione completamente australiana.

L’accordo in Serbia prevedeva oltre 2 MILIARDI di euro di investimento ed introiti per circa 600 MILIONI all’anno.

 

3) La Rio Tinto ha finanziato con MILIONI di euro diverse iniziative del governo australiano.

 

 

 

 

4) John Kunkel, dal 2018 capo dello staff del primo ministro australiano Scott Morrison, fino al 2018 lavorava proprio alla Rio Tinto in qualità di consigliere capo delle relazioni con il governo australiano. In pratica intratteneva rapporti di lobbying per conto della multinazionale con il governo del primo ministro di cui diventerà poi capo dello staff.

 

 

 

Djokovic è considerato il simbolo della vittoria del popolo serbo contro la Rio Tinto.

A Djokovic non gli avrebbero mai permesso di giocare il torneo in Australia.

La questione sanitaria è stata la scusa dietro cui celare l’attacco politico. E’ impensabile credere che il tennista non vaccinato (ma recentemente guarito dal covid)possa rappresentare un pericolo per la salute pubblica degli australiani, come dichiarato dal primo ministro Morrison (e probabilmente dal capo del suo staff proveniente dalla Rio Tinto).

Questi attacchi politici hanno trovato il pieno appoggio dei media, che nel contesto della guerra mediatica contro i NO VAX, avevano bisogno di un testimonial d’eccezione da mettere alla gogna come monito contro coloro che lottano per la libertà di scelta vaccinale.

 

Chi ha seguito le dinamiche che ho documentato nella mia inchiesta IL DIegO Rivoluzionario, sui mandanti degli attacchi politici contro Diego Armando Maradona, avrà un quadro preciso di quanto accaduto e di quanto accadrà anche al tennista Djokovic.

Francesco Amodeo

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Il DIegO Rivoluzionario