L’Entità responsabile della strategia della tensione, con i suoi servizi infiltrati nelle BR ai tempi del sequestro Moro. Quando Veltroni lo denunciò in RAI.

Il video originale di cui vi ripropongo immagini e trascrizione è stato abbastanza difficile da trovare. Ma è molto importante. Gli ultimi documenti che sono stati desegretati su operazioni come Gladio Stay Behind, sul sequestro Moro e sulla strategia della tensione, forniscono finalmente una identità a quella che Walter Veltroni nello stupore generale definì in RAI (circa 10 anni fa) l’ENTITA’.

Ecco le sue parole:

In Italia esistono due livelli di potere: C’è il potere degli organismi politici eletti dal popolo…E al di sopra di questo c’è il potere di un’Entità indefinibile che detta le linee guida dei governi. Funzione del potere politico è l’attuazione dei programmi dell’Entità.

A sua volta l’Entità si adopera per garantire la continuità del potere politico! E come ci riesce?

La strategia si fa di attentati, di depistaggi, e di delegittimazione.

Queste sono le 3 cose che hanno funzionato nel corso di questi anni, e sentiamo che c’è di nuovo un lavoro da questo punto di vista.

I momenti di passaggio nella storia italiana son sempre stati molto delicati.

Il giudice Falcone, era solito camminare senza scorta. Poteva essere ucciso in quella circostanza.

Cambiano strategia e fanno Capaci.

Perché un uomo che poteva essere ucciso per strada con qualche colpo di pistola viene ucciso con quel macello?

Perché la Mafia che non aveva mai usato prima di allora certe strategie (che non facevano parte del suo linguaggio tradizionale), comincia a usarle in quei giorni del ’92?!

Sono giorni particolari.

Sono i giorni in cui si discute l’elezione del Presidente della Repubblica, sono i giorni di Tangentopoli, di li a poche settimane saranno i giorni, non dimentichiamo, della svalutazione della Lira, sono giorni nei quali il paese cambia.

Cambia come poche volte è cambiato nella sua storia.

Dopo Capaci, c’è come una accelerazione, l’assassinio di Borsellino; la domanda che bisogna farsi in questo caso è:

  1. A) Perché hanno cominciato a far le stragi?!
  2. B) Perché hanno finito di fare le stragi?!

La seconda domanda è persino più inquietante della prima:

Perché a un certo punto la mafia che aveva così radicalmente cambiato strategia, smette?!

Cosa è successo?

Probabilmente è successo che l’obbiettivo di carattere politico, che l’Entità si proponeva, era stato raggiunto.

Quell’Entità che personalmente ne sono convinto, ha utilizzato non solo nel ’92-’93 ma anche nel ’78 con il rapimento di Moro, e se risaliamo indietro probabilmente in una continuità storica, anche da piazza Fontana in poi, una Entità che utilizza delle agenzie che naturalmente non sono solo braccio, ma sono anche mente nella misura in cui riescono ad esserlo, e non è solo la mafia, ma anche la Banda della Magliana è una di queste agenzie, un gruppo di criminali romani che si trovano nel rapimento Emanuela Orlandi, nell’attentato a Rosone, nel rapimento Moro, sbucano da tutte le parti.

Come mai?

Chi è che gli dice di andare a fare l’attentato a Rosone?

E poi di nuovo, chi gli dice di fermarsi. Il punto è qui.

Io non sono un complottista, però se lei prende una per una tutte le storie di mafie, di terrorismo, e di stragi, al di là di quello che appare razionalmente e politicamente spiegabile di queste vicende, e perché muoiono Pio La Torre, e perché muore il generale Dalla Chiesa, e perché muore Piersanti Mattarella, e perché muoiono certi magistrati, si può trovare presente sempre uno stesso sottile filo conduttore che si ripete in tutte le scene.

Ma poi c’è un’altra cosa.

Lei prenda ciascuna di queste storie, e guardi il seguito. Guardi quanta gente è morta dopo questi assassini. Guardi quanta gente si è suicidata dopo questi assassinii.

Prenda Ustica. Guardi la sequenza di morti dopo Ustica.

Anche lì, persone che si sono impiccate, chi è morto a Ramstein, chi è stato ucciso fuori da un pub a Bruxelles.

Ognuna di queste storie ha lo stesso copione.

Allora è difficile sostenere che tutto è accaduto come ci è stato raccontato.

L’Entità esiste.

Diciamo Entità per dire in altre parole che: Ci sono degli interessi, dei forti interessi, da parte di soggetti che non vogliono evidentemente essere scoperti, e affinché questo non si verifichi, agiscono con ogni mezzo.

Una delle strategie della, o delle Entità, per non farsi scoprire, è il depistaggio.

Cioè, se lei prende ciascuna di queste vicende, troverà delle attività di depistaggio, che si innescano su ogni scena del delitto.

Ma fra tutte, il maxi depistaggio che è stato fatto in questo paese, è sulla P2.

La P2 è stata in questo paese una cellula che aveva dentro di se una ambizione di tipo golpista, cioè l’idea di avere propri uomini da mettere in tutte le istituzioni, che rispondevano a un comando unico, e la P2, come la Banda della Magliana, come la Mafia, la trovi in tutte queste vicende.”

Onorevole Giovanni Galloni, uomo di punta della Democrazia Cristiana negli anni ‘70 e ’80, a proposito del caso Moro dice:

«Non posso dimenticare un discorso che ebbi con Moro poche settimane prima del suo rapimento. Discutevamo delle Br, delle difficoltà di trovare i loro covi, e lui mi disse: “La mia preoccupazione è questa: io ho per certo la notizia che i servizi segreti sia americani sia israeliani hanno degli infiltrati all’interno delle Br. Però non siamo stati avvertiti di questo, perché se fossimo stati avvertiti probabilmente i covi li avremmo trovati. Nei 55 giorni del sequestro avemmo grandi difficoltà a metterci in contatto coi servizi americani per trovare la prigione di Moro, mentre invece quando poche settimane dopo fu catturato dalle Br James Dozier. Questo è possibile, tanto è vero che Mino Pecorelli tre giorni prima del rapimento di Moro scrisse una notizia un po’ ambigua sulla sua agenzia (Op, Osservatorio Politico ndr) dicendo che si sarebbe verificato un nuovo fatto gravissimo in cui sarebbero state implicate personalità di grande rilievo. Lo disse tre giorni prima dell’agguato di via Fani… Pecorelli aveva imbroccato la strada giusta. E io, pur senza averne le prove, faccio risalire il suo assassinio al fatto che lui minacciasse di rivelare da dove aveva attinto quelle notizie. E allora fu fatto fuori, probabilmente dai servizi segreti.

La cosa che mi preoccupa è che credo che i Servizi segreti americani e israeliani abbiano elementi sulle Brigate Rosse che ci sarebbero utili per le nostre indagini, ma non ce li hanno detti. È vero o no che tre giorni prima del sequestro Moro in modo criptico, che non si capisse, la famosa agenzia giornalistica Op di Pecorelli riportò di fatto il preannuncio di questo rapimento? Da dove prendeva queste notizie Op, che era notoriamente legata ai Servizi segreti deviati italiani o quelli americani? (…) Probabilmente quel che mi disse Moro aveva un suo fondamento. I magistrati che sono stati coinvolti nei processi sostengono di non avere avuto dalle Br dichiarazioni pienamente convincenti. I brigatisti interrogati ci dicono di aver raccontato tutto ma sappiamo che non è così. Qualcosa ci hanno taciuto, resta da capire che cosa hanno voluto coprire.

Il tema del servizio è stato ampiamente approfondito nell’inchiesta IL CARTELLO FINANZIARIO in uscita a luglio 2023. Ma per rendere sostenibili i costi di pubblicazione c’è bisogno anche del tuo supporto. Partecipa al crowdfunding per permettermi di stampare le prime 1000 copieClicca Qui

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1 Comment
  • Alberto Salvini
    Posted at 18:54h, 05 Giugno Rispondi

    Ottima analisi, la condivido in pieno. Complimenti Francesco.

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