Lettera di Amodeo a Briatore sul caso Mario Draghi.

Gentile Flavione (so che non dovrei darle del tu, ma tanto in Inghilterra il “lei” non lo usate).

Tu dici che c’è un signore (Draghi) con un master al Massachusetts Institute (certo mica poteva prenderlo in Italia), ex Governatore della Banca d’Italia (quella che ha chiuso gli occhi su tutti i fallimenti delle banche venete e su Mps; tanto ci hanno rimesso – spesso suicidandosi- i poveri risparmiatori) .

Consulente delle più importanti società del mondo (tra cui la Goldman Sachs che ha contribuito a far crollare il sistema finanziario mondiale nel 2007 ed il governo italiano nel 2011).

Presidente del Financial Stability Board (quello che per la stabilità dei mercati punta ad un tasso di inflazione irrisorio, pur sapendo che così, farà schizzare il tasso di disoccupazione).

Professore ordinario in politica monetaria (quella politica monetaria che prevede che siano dei privati ad arrogarsi il diritto di creare dal nulla e di prestarci la moneta a cui soltanto noi attribuiamo vero valore).

Presidente per 8 anni della Banca Centrale Europea (ossia l’unica banca centrale al mondo che non agisce come una vera banca centrale. Ossia, per statuto, non può garantire i debiti degli stati.)

Tu Briatore, dopo aver sintetizzato questo fantastico CV di Super Mario (le parentesi ovviamente sono le mie) aggiungi:

“questa persona deve fare le consultazioni con la Signora Pina, quello con la terza media, l’ex velina, la lavandaia, l’ex tronista, il dj, il diplomato alle scuole serali, l’odontotecnico.”

E si caro Flavio, immagino che nelle ovattate stanze di Montecarlo, tu abbia perso di vista il fatto che un presidente del Consiglio, debba rappresentare e fare gli interessi anche della lavandaia, dei camerieri, del venditore ambulante, del precario, dell’odontotecnico. Che ci vuoi fare, qualcuno ha voluto che questo mondo fosse fatto soprattutto di poveri. Ogni tanto li incrociate pure, perché sono quelli che puliscono i vostri resort, che portano a scuola i vostri figli e che li crescono, che sistemano i capelli delle vostre signore e che vi versano lo champagne al ristorante. Purtroppo queste categorie ci sono, anche quando non lavorano per voi. Che ne vogliamo fare? Gli vogliamo togliere i diritti ed il voto? Al momento però ce li hanno, lasciamogli l’illusione che contino qualcosa. Tanto lo sappiamo, che finite le consultazioni, una volta al governo, Draghi farà gli interessi degli amici conosciuti al Massachusetts College, dei colleghi della Goldman Sachs, delle grandi banche dalle quali proviene, della finanza speculativa che ha arricchito il suo CV.

Lasciate che anche le massaie, gli odontotecnici, i precari, abbiano il loro momento di gloria.

Nun poc e pazienza Flavio. Da te mi aspetto comprensione, perché condivido molti dei tuoi post. Tranne quando inciampi su qualche povero a cui questa cavolo di democrazia continua a riservare gli stessi diritti dei ricchi. Per il resto ti considero un amico e mi sei tremendamente simpatico (non lo dico con ironia).

Intanto segno i nomi dei miei conoscenti che esaltano il tuo post. La maggior parte di loro, li ricordo più vicini alla massaia e all’odontotecnico, che al grande banchiere centrale. Quindi li aspetto al varco.

Un saluto Flavione. See You Soon.

 

Francesco Amodeo