L’UE solidale sì, ma solo con gli altri: dietro i trattati anti-agricoltori il piano che favorisce Ucraina e Canada

E’ necessario parlare con gli agricoltori nei presidi italiani.
La loro battaglia è una battaglia di identità, di sovranità. E’ una battaglia in tutela delle nostre tradizioni, del nostro Made in Italy.
Ma soprattutto è una battaglia che riguarda la salute di tutti, perché il cibo dei nostri agricoltori è quello che arriva sulle nostre tavole.
Se c’è un tentativo di sostituirlo con cibo sintetico, con carne sintetica, con farina a base di insetti o con tutto quello che le grandi multinazionali per i loro interessi possono inventarsi, è giusto che questa battaglia diventi la battaglia di tutti. Siamo tutti agricoltori.
Ecco quali sono i tentacoli che la piovra europea ha esteso sul loro comparto.

Ci sono i trattati di libero scambio che hanno messo il comparto in ginocchio, per esempio quello del Mercosur, il trattato con i paesi del Sud America, che in realtà è un trattato che serve semplicemente all’Unione Europea per poter importare più agilmente le materie prime, indispensabili per quella folle transizione green. Ma serve anche per esportare in Sud America le macchine.
Infatti c’è un accordo con il comparto dell’automotive, un comparto che non è più italiano, anzi: noi per tutelare delle multinazionali straniere stiamo permettendo che in cambio i nostri mercati vengano invasi da prodotti del Sud America, prodotti che ovviamente arrivano a basso costo. Lì non ci sono le regole imposte all’Unione Europea per la tutela ambientale, non ci sono le stesse regole del mercato del lavoro, non c’è la stessa tutela dell’ambiente.

Quindi è ovvio che quei prodotti arrivano a basso costo e sono prodotti molto spesso dannosi per la salute perché non subiscono i controlli che invece vengono imposti ai nostri agricoltori, ai nostri produttori. Ma l’importante è riuscire ad accontentare le grandi multinazionali dell’automotive, quindi c’è l’accordo per esportare macchine e per ricevere in cambio grano anche se al glifosato, come quello che arriva dal Canada.

Spiegheremo anche il trattato del CETA con il Canada, che permette a quel paese di portare da noi un grano prodotto con sostanze qui vietate. Poi ci sono quei famosi accordi di solidarietà con l’Ucraina, che in realtà permettono al grano ucraino di invadere il nostro mercato senza i dazi, nonostante l’Ucraina non sia un paese dell’Unione Europea. Questa UE è solidale con gli altri ma ammazza i nostri agricoltori, ammazza i nostri produttori. Poi c’è il progetto del governo Meloni di portare addirittura l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea, il che, è stato già stimato, costerebbe soltanto al comparto dell’agricoltura 10 miliardi di euro, perché ovviamente a quel punto il grano ucraino potrebbe in maniera definitiva invadere i nostri mercati senza dazi, come è accaduto in questo periodo dopo gli accordi di solidarietà.

Per non parlare poi di quelle che sono state le scelte suicide dei nostri governi di sanzioni alla Russia, le sanzioni a un paese dove l’Italia esportava i propri prodotti, quello che era il nostro principale e più economico produttore di energia e di gas.
Abbiamo usato la retorica raccontando che quel gas era sporco del sangue degli ucraini. Bene, adesso abbiamo fatto un accordo con Israele che invece si è impossessata con una sorta di vera e propria pulizia etnica, con un genocidio in corso, anche dei giacimenti di gas a largo della striscia di Gaza: il cosiddetto “Gaza Marine”. Quel gas che adesso tramite accordi arriverà da Israele poi direttamente in Sicilia e in Italia. Un gas che non solo è sporco del sangue dei palestinesi, ma è proprio il sangue dei palestinesi.

Due pesi e due misure. Tutte cose che vanno contro gli interessi nazionali, che vanno contro gli interessi degli italiani, che metteranno in ginocchio interi comparti. Dobbiamo rendere al più presto consapevoli gli agricoltori di quella che è la reale battaglia da portare avanti, perché il tutto poi avviene con la complicità dei governi, che oggi invece provano ad intestarsi le battaglie al fianco degli agricoltori in vista delle elezioni europee, proprio loro che sono complici di chi li sta affossando. Proveremo a fare una proposta agli agricoltori che potrebbe cambiare per sempre gli scenari della loro protesta.

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