Marco Rizzo, Francesco Toscano, M. Brandi: l’insostenibile leggerezza dell’essere…..uno di loro.

Esistono storie che vale la pena raccontare.

C’era una volta….

Marco Rizzo e Francesco Toscano che si alleano con Gianni Alemanno, la cui ex moglie è sottosegretario del governo Meloni e la cui attuale moglie è portavoce di un ministro del medesimo governo. Nulla di male. Certo.

Rizzo e Toscano stanno per concludere un accordo che gli permetterà di bypassare la raccolta firme per le elezioni europee ed anche la soglia di sbarramento presentando per la prima volta il mondo antistema compatto alle urne. Un grattacapo per il governo. Ma guarda caso poco dopo quella strana alleanza, il governo Meloni dimezza il numero di firme indispensabili per partecipare a quelle elezioni.

Guarda caso quella scelta del governo Meloni permette a Toscano e Rizzo di trovare una giustificazione con i propri iscritti per la rinuncia all’ultimo minuto dell’accordo con la lista LIBERTA’ di Cateno De Luca. Ricordiamo che la lista LIBERTÀ è l’unica che può aspirare a superare la soglia del 4% (sondaggi alla mano) ma che andrebbe a pescare proprio nell’elettorato sovranista deluso da Meloni e Salvini.

È quindi interesse della Meloni che quell’elettorato si spacchi in due dividendosi tra i candidati sovranisti di LIBERTÀ e quelli di DSP in modo che nessuno dei due superi la soglia sottraendo seggi al sistema.

Non sappiamo se è stato Alemanno ad intercedere con chi di dovere (tra moglie e marito non mettere il dito) ma quelle firme vengono dimezzate e Rizzo e Toscano escono effettivamente dall’accordo con De Luca. Il mondo antisistema a quel punto si spacca.

Il nuovo obiettivo diventa far perdere consensi alla lista LIBERTA’ e ad i suoi candidati del fronte sovranista. Ed è qui che avviene un’altra incredibile coincidenza (Coincidence is another name of God) recita un vecchio adagio. Si viene infatti a sapere che la nuova moglie di Alemanno, Silvia Cirocchi, non è solo la portavoce di un ministro di Fratelli d’Italia ma è anche la direttrice di un corso di Marketing politico in cui era stato designato come docente tale Matteo Brandi.

Brandi risulta anche tra i relatori del congresso di Indipendenza (partito di Alemanno) nonostante finga di essere estraneo alla partitocrazia tradizionale in quanto avrebbe un suo micropartito (sic).

Nessuno vuole pensare male ma “Stranamente” appena il trio Toscano/Rizzo/Alemanno entrano in conflitto con Cateno De Luca, Brandi comincia a dare sfoggio delle sue tecniche di marketing politico (quelle per cui era stato scelto come docente proprio dalla moglie di Alemanno) (sic) ed inizia una sottile campagna diffamatoria nei confronti della lista LIBERTÀ, del suo leader e dei suoi candidati anche quelli con cui lo stesso Brandi ha condiviso per anni convegni e manifestazioni. “Non si capisce” il perché ma il principale nemico di Brandi pare improvvisamente non essere più il sistema dominate o i partiti che hanno ridotto l’Italia in questo stato ma i suoi nemici da abbattere diventano i candidati sovranisti della lista LIBERTÀ ed il promotore della medesima lista. Pensate che il “guru del marketing” ha colto in fallo anche me. Ha passato una notte a spammare dei suoi video – in cui pretendeva di dimostrare l’inutilità di votare per noi – sotto ai miei post su Telegram per convincere chi mi segue di quanto politicamente insensato fosse il progetto politico che noi avevamo scelto di appoggiare. Una cosa di una scorrettezza inaudita che lui sapeva che mi avrebbe fatto infuriare.

E quando mi ha visto giustamente infuriato, mi ha proposto un confronto in diretta dove secondo gli accordi avremmo semplicemente proposto agli spettatori i nostri diversi punti di vista in modo che ognuno potesse farsi una propria idea senza parlare di terze persone come il leader della lista LIBERTA’, Cateno De Luca.  Indovinate invece su cosa ha improntato il confronto Matteo Brandi? ovviamente su Cateno De Luca, in modo da indurmi ad interromperlo a perdere la pazienza già messa a dura prova la sera prima e provocare la mia reazione da utilizzare poi per fare la vittima di Amodeo a cui sperava in questo modo di far perdere consensi come (forse) gli era stato commissionato di fare. E’ pur sempre marketing politico o no?

Amodeo ma tu però ci sei cascato, potrebbe obiettare qualcuno.

Certo e ci cascherei ancora. Quando mi accorgo che difronte ho una persona che si comporta da idiota non perché lo sia ma perché è in malafede, non posso che prenderlo virtualmente a calci nel sedere pur consapevole che quella sia una operazione di marketing politico contro di me. Anzi lancio un appello ai miei detrattori. Se volete farmi perdere le staffe e cogliermi col piede in fallo mettetemi difronte a qualcuno in malafede che agisce da idiota e avrete da me sempre la medesima reazione che poi potrete usare con i boccaloni che vi seguono, a cui direte che Amodeo è brutto e cattivo perché ha avuto una reazione vera e sanguigna dopo una seria di provocazioni e dopo aver appurato la malafede dell’interlocutore. Mentre voi santoni del marketing politico su commissione (la sola parola mi fa venire la nausea) imbevuti di becere tecniche di PNL potrete fingervi le persone vere da seguire e compatire (sic).

Vorrei continuare a fingere di non aver ancora capito cosa abbia spinto Brandi a quel cambio di guardia che lo ha portato a sparare fuoco amico, in maniera apparentemente ingiustificabile. A Napoli si dice: che sadda’ fa pe’ campa’.

Ma per fingere sono chiamato ad uno sforzo davvero enorme perché dall’altra parte continuano a fornire elementi per capire. Toscano e Brandi, infatti, che non si parlavano da mesi e che da tempo si insultavano a vicenda. Improvvisamente, come se fosse arrivato un ordine dall’alto si ritrovano costretti a tornare a fare dirette insieme ovviamente contro i candidati sovranisti della lista LIBERTÀ:  Che sadda’ fa’ pe campa’. Quando il padrone è lo stesso. Gli screzi vanno messi da parte almeno contro il nemico comune. E chi è il nemico comune? Il sistema dominante? la finanza internazionale? Il PD? la Von Der Leyen?

No. Il nemico comune sono Amodeo, Mori, Cateno de Luca ed i candidati antisistema della lista LIBERTA’ (sic).

Così inizia lo show. Mi verrebbe da riassumerlo con il titolo di un film in cui viene usata due volte la stessa parola con un “più” in mezzo, ma non vi dirò di quale film si tratta per non essere offensivo. A buon intenditor…

Ma torniamo al trio antisistema (sic) Rizzo/Toscano/Alemanno perché voglio darvi qualche altro dettaglio di come i primi due siano diventati funzionali ai partiti di governo ed il terzo sia invece il ponte di collegamento tra loro ed i membri del governo Meloni. Vi preparo lentamente al gran finale.

Fratelli d’Italia e Lega, infatti, improvvisamente cominciano a fare il tifo per Rizzo e Toscano con la speranza che mantengano spaccato il fronte antisistema che altrimenti potrebbe fare breccia proprio nell’elettorato sovranista dei due partiti di governo. Pensate che le sale della Camera dei Deputati dove i leader di Democrazia Sovrana e Popolare hanno fatto i convegni con i loro candidati, gliele hanno prenotate proprio i parlamentari di quei due schieramenti. Chi conosce la procedura sa bene che solo dei parlamentari in carica possono farlo ma devono necessariamente avere l’ok dal gruppo comunicazione del proprio partito altrimenti non possono concedere la sala ad altri. Ed a quanto pare se quegli Altri si chiamano Rizzo e Toscano e servono per evitare che il fronte antisistema si presenti compatto, allora meglio dare l’ok ed offrirgli anche la sala convegni della Camera dei deputati. Lo ha fatto nello specifico Andrea Giaccone della Lega.

Ma si può sapere di chi è questa conferenza? Degli “antisistema” Rizzo e Toscano di DSP o di Andrea Giaccone della LEGA quindi del sistema che DSP combatte (sic)? Mi stanno mandando in dissonanza cognitiva.

Ma non finisce qui, toccherà infatti al pistolero di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo spingersi anche oltre per i suoi amici e rendersi addirittura promotore su richiesta di Rizzo di una interrogazione parlamentare sulla censura, dopo la chiusura momentanea del canale YouTube di Visione Tv di Toscano, con tanto di ringraziamento pubblico da parte del leader “antisistema” (sic) di DSP, Marco Rizzo.

Altro dettaglio da non sottovalutare: sia Emanuele Pozzolo che Andrea Giaccone sono stati eletti nel collegio del Piemonte quello dove Cateno De Luca aveva piazzato l’ex ministro Roberto Castelli ora acerrimo nemico del governo e dei salviniani della Lega ossia di quelli che fanno i favori a Rizzo, per intenderci. Ed infatti Marco Rizzo, guarda caso, aveva messo un irrevocabile veto a De Luca su Roberto Castelli e sul suo movimento. Evidentemente per non turbare i loro sodali in quella circoscrizione.

Ma la telenovela non finisce qui. Il gran finale si avvicina ma è talmente eclatante che devo portarvi per step onde evitare che vi venga un coccolone. Unica nota dolente riguarda i poveri attivisti di Democrazia Sovrana e Popolare che durante questa farsa vengono obbligati a raccogliere le firme piegati in due su scomodi banchetti anche nei giorni di festa a qualsiasi ora.

Pensate che Rizzo li convoca anche di domenica 28 aprile al Bar Vanni quando non ci sarebbero più i tempi tecnici per ricevere la certificazione di quelle firme. Ma che gliene frega. Lui abita a due passi da quel Bar. E tutto serve per continuare a fare scena.

Non hanno infatti mai creduto di poter raccogliere le firme. Ma ora ne mancano poche decine in una città che fa MILIONI di abitanti è quindi importante che gli attivisti si attivino. Cavolo solo poche decine.         E’ fatta.

Intanto nei mesi si è andata consolidando l’alleanza con Alemanno. Nascono le prime liste congiunte per le elezioni amministrative. Avranno chiesto l’approvazione dei tesserati? Tesserati chi? ti risponderebbero Rizzo e Toscano.

Ma i problemi non finiscono mai e pure con le firme dimezzate i due leader di DSP non riescono a centrare l’obiettivo. Quelle poche decine che mancavano non riescono proprio a prenderle.

Ed è così che avviene l’impensabile. Siamo al gran finale.

ll leader di Democrazia sovrana entra addirittura a palazzo Chigi per richiedere personalmente una ulteriore riduzione sulla raccolta firme e presentarsi alle Europee. Una riduzione di qualche decina di firme direte voi dato che la matematica non è una opinione e sappiamo a che punto erano arrivati Rizzo e Toscano nella raccolta.

E no! chiedono un ulteriore dimezzamento. Vogliono evidentemente avere un enorme surplus di firme. Abbondiamoooooo gridava Totò.

Si legge nell’articolo dei media mainstrem, quelli che di solito non parlano di Rizzo perché lo temono (sic):

La leader di FdI non chiude. Anzi Valuta.

Ma come? Rizzo e Toscano non erano quelli odiati dal sistema? gli unici di cui il sistema aveva paura al punto di essere pronto a tutto per fermarli? Ora la Meloni valuta addirittura un decreto d’urgenza da fare la notte prima della consegna delle firme per permettere al trio antisistema (sic), Rizzo/Toscano/Alemanno di presentarsi alle europee?

E cosa pretenderà in cambio? Potranno poi Rizzo/Alemanno/Toscano andare contro il governo che gli ha permesso di esistere? E dov’è la dignità tanto decantata dai duri e puri Rizzo e Toscano che ora vanno col cappello in mano da Salvini e Meloni? Vorranno mica farci credere che gli accordi con De Luca non si potevano fare per bypassare le firme, ma si possono fare con Salvini e Meloni per averle dimezzate? Riusciranno davvero a far credere anche questo ai propri attivisti? Si può davvero abusare così della credulità popolare?

Intanto Salvini non sembra contrario, ma i tempi sono strettissimi, scrive l’Huffington Post.

Adda passà a nottat’ si dice a Napoli.

Potevamo stupirvi con effetti speciali ma abbiamo preferito mostrarvi “l’antisistema”(sic) che chiede al sistema un pronunciamento con decreto legge d’urgenza che permetterà poi a loro di scagliarsi contro quel sistema stesso (sic). 

Ma Brandi in tutto questo dov’è? Dov’è il brandino che vuole fare a brandelli il mondo antisistema?

Mentre scrivo questo articolo sono le 22:04 del 29 aprile, Brandi è impegnato nella seconda fase del marketing politico su commissione. Il copione è sempre lo stesso, perché immutabili sono le leggi del marketing come riportano tutti i principali saggi sulla materia. Quindi il nostro “guru” dalla sua stanzetta ovattata, sta ora provando a fare a Marco Mori quello che aveva precedentemente fatto con Francesco Amodeo (me medesimo). Ricordiamo che Marco Mori è uscito da Indipendenza di Alemanno per entrare nella lista di Cateno De Luca, come io sono uscito dalla lista di DSP. Siamo quindi entrambi nella black list consegnata a Brandi.

Mentre scrivo, infatti, anche Marco, sanguigno e vero come me sta cadendo nella provocazione, sta perdendo le staffe come fanno tutti quelli in buona fede difronte a chi si finge idiota ma è semplicemente in cattiva fede.

Ecco la fase 1 del marketing politico di Matteo Brandi. Esasperare il soggetto da colpire.

Poi Brandi passerà alla fase 2 del marketing politico: inviterà Mori ad un confronto in diretta dopo averlo cotto a puntino e cercherà di farlo sclerare con qualche tecnica di PNL e qualche manipolazione del microfono. Altro giro. Altra corsa.

Amodeo (direte voi) ma che ci fai ancora a scrivere? corri ad avvisare Mori che sta cadendo in una trappola?

No amici. Non lo farò. Anche Marco come me è consapevole di tutto. Ma il nostro obiettivo è quello di essere seguiti da gente vera. Che devono apprezzarci per il nostro comportamento genuino che non segue regole da marketing politico: Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

Come già accaduto con me. Brandi farà la vittima dell’ira di Mori. E’ la fase 3 del marketing politico: Far credere che siano tutti pazzi quelli della lista LIBERTA’. Qualche boccalone ci crederà ed indignato abbandonerà il canale di Marco Mori. A quel punto anche quel canale avrà ricevuto una indispensabile pulizia, necessaria per chi ha bisogno come noi di circondarsi di gente vera, leale, ossia degli unici che possono affiancarti quando avverti la necessità di renderti responsabile del cambiamento. Tutto il resto è marketing politico.

Ora vado a dormire. Si sono fatte le 23:00 e non ho cenato. Mori pare stia ancora sbraitando contro Brandi il cui nemico numero 1 restiamo noi del fronte antisistema. E deve continuare ad attaccare noi e non il sistema vero se non vuole rischiare di essere costretto ad uscire dalla stanzetta per cercarsi un lavoro.

Incrociamo le dita per il pronunciamento di domani di Giorgia Meloni al decreto d’urgenza richiesto da Marco Rizzo. Non credo ci siano i tempi per farlo e penso che anche questa mossa Rizzo l’abbia studiata a pennello, forse consigliato da Brandi, chissà. Di sicuro è marketing politico anche questo.

Non possiamo che sperare che questo decreto arrivi. Non c’è cosa che auspichiamo di più noi del fronte anti sistema della lista LIBERTA’ che poterci misurare sui numeri e con le preferenze con questi personaggi. Per noi sarebbe un sogno. E servirebbe a dimostrare a chi vuole prendere per i fondelli gli elettori del mondo anti sistema che “ca nisciuno è fesso”.

Allego sotto il mio spot elettorale con la speranza che non turbi il sonno a qualcuno.

Francesco Amodeo 

 

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10 Comments
  • ANDREA SENZACQUA
    Posted at 01:11h, 30 Aprile Rispondi

    SONO CON TE AL 100% FRANCESCO, MI HAI FATTO CAPIRE CHI È VERAMENTE UNO COME MARCO RIZZO CHE NELLA MIA IGNORANZA STIMAVO! HO GIÀ CONDIVISO. CERTO CHE C’È DA STRAPPARSI I CAPELLI !!!!!!

  • Roberto Badiali
    Posted at 01:55h, 30 Aprile Rispondi

    Grande Francesco !
    Hai ragione su tutto.
    Io lo ho capito due anni fa quando ho lasciato Brandi
    Dopo aver fondato Pro Italia.
    Non credere che sia un grande. Il suo Marketing politico
    Come tu dici non è poi un gran che. È molto più piccolo
    Di quello che vuol far crede e chi come me è come te e
    Del ns pensiero lo svaga subito

  • Silvia Oliveri
    Posted at 03:11h, 30 Aprile Rispondi

    Sei grande Francesco. GRAZIE di esserci.

  • Roberto Bouvet
    Posted at 10:12h, 30 Aprile Rispondi

    Bravi con queste divisioni vince il regime! Siamo quindi senza speranza di alternative?

  • Andrea Giostra
    Posted at 12:11h, 30 Aprile Rispondi

    Mi hai confermato che non bisogna mai fidarsi dei comunisti. Amodeo hai il mio voto e quello della mia famiglia. In bocca al lupo.

  • Salvatore Massa
    Posted at 13:17h, 30 Aprile Rispondi

    Io sono con Amodeo, infatti sono ritornato a votare alle ultime elezioni dopo 30 anni per la seconda volta in vita mia votando Italexit appunto per Amodeo,lo seguo da anni ho comprato tutti i suoi libri,sono abbonato al suo blog e mi iscrissi tempo fa a Noi italiani e gli sono grato di tutto quello che ho <> grazie a lui.
    Però non nascondo l’amarezza dopo le ultime elezioni mi ha fatto sentire stupido per essere ritornato a votare perché pur non conoscendo certe dinamiche ,l’avevo sempre pensato che in questo sistema per andare avanti o sei disonesto o ti lasci comprare.

  • COSTANZO ROSA
    Posted at 14:51h, 30 Aprile Rispondi

    Io credo FORTEMENTE IN TE. Certo che tutto questo inficia negativamente su un elettorato già confuso e demotivato. Spero che non succeda come nelle precedenti elezioni e IL POPOLO ITALIANO APRA GLI OCCHI E SAPPIA DISCERNERE CON CRITERI OGGETTIVI. FORZA FRANCESCO NON MOLLARE, SEI LA NOSTRA ULTIMA SPERANZA.

  • Anna Maria Zambetta
    Posted at 10:30h, 01 Maggio Rispondi

    Francesco, tenete duro! Noi vi aiutiamo in un modo o nell’altro

  • Dott.ssa Grazia Maria Marando
    Posted at 18:47h, 01 Maggio Rispondi

    Caro Francesco Amodeo, mi fa piacere che sei uscito da DSP perché non avevo stima per Rizzo e Toscano, anche se a volte seguo Visione TV quando ci sono dei personaggi che reputo importanti da ascoltare.
    Ho perso completamente la stima per Toscano per quelle assurde e vili dimostrazioni nei confronti del Dottor Andrea Cionci.
    Mi complimento con te perché ti sei salvato da questi cialtroni e tutta questa ignobile storia lo dimostra.
    Buon proseguimento.

  • DAVIDE LANZA
    Posted at 10:28h, 09 Maggio Rispondi

    Da vero giornalista di inchiesta hai messo insieme tutte queste “strane” coincidenze che legano persone del calibro di Brandi, Toscano, Rizzo e Alemanno.
    Brandi, a livello di numeri, rappresente decisamente il nulla cosmico oltre a stare sempre chiuso nella sua stanzetta. Toscano lo seguivo ma dopo la vicenda con De Luca ho capito che è dei falso, raccontando agli ascoltatori tutta un altra versione di come sono andate realmente le cose. Rizzo non mi era mai piaciuto fino in fondo considerando il suo passato da comunista.
    Continua su questa strada Francesco Amodeo che sei una persona in buona fede e meriteresti di essere eletto.

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