Matrix edizioni intervista completa a Francesco Amodeo sugli attacchi di Israele a Gaza.

Come giudichi quello che sta accadendo a Gaza?

Un crimine inaudito contro una popolazione civile. Le immagini che arrivano da Gaza sono strazianti. L’umanità è finita se lasciamo che tutto quello che stanno facendo resti impunito.

Gli israeliani prima del 7 ottobre 2023 volevano un processo di pace?

Assolutamente NO. L’unico presidente israeliano che si era battuto per un processo di pace è stato ucciso in pubblica piazza dove era andato a parlare proprio di pace. Ucciso da un estremista israeliano molto vicino ai gruppi che oggi sostengono Netanyhau.

Una parte dell’opinione pubblica occidentale solo oggi si sta rendendo conto che vivere a Gaza è come vivere in una prigione a cielo aperto, dalla quale non si può uscire se non con permessi speciali. Un inferno dove il tuo carceriere ha anche la facoltà di toglierti l’acqua, l’elettricità, i medicinali.

Questo è pericolosissimo perché  se una situazione assurda e disumana come quella in cui versano milioni di cittadini palestinesi da oltre 60 anni viene presa in considerazione soltanto dopo un brutale attentato allora noi stiamo indirettamente armando i terroristi. L’opinione pubblica mondiale e la diplomazia dovrebbe muoversi quando Israele non rispetta le risoluzioni dell’ONU, quando Israele prima del 7 ottobre violava il diritto internazionale e si rendeva protagonista di indicibili crimini (non dimentichiamo che Israele aveva ucciso già 1500 bambini palestinesi nell’operazione militare del 2014). Da quando è entrato in carica il nuovo governo Netanyhau secondo l’ONU circa 1200 palestinesi in Cisgiordania hanno dovuto abbandonare le proprie case per le violenze impunite dei coloni, sono decine i villaggi abbandonati, le fattorie bruciate e gli ulivi tagliati dai coloni con le seghe elettriche.

Poi dicono che Hamas trovi terreno fertile in quelle zone.

Se tutto questo passa sotto silenzio e indifferenza e tutti fingono di cadere dal pero dopo un brutale attentato, allora i primi complici dei terroristi siamo proprio noi. Non dimentichiamo che Gaza è in stato di assedio da decenni e che l’assedio è considerato un atto di guerra. Perchè il mondo si è girato sempre dall’altra parte?

La soluzione può essere due paesi e due stati?

La soluzione deve passare imprescindibilmente per una Palestina libera. Quella è la precondizione per la pace. E per assurdo Palestina libera è proprio la parola che hanno vietato di gridare nelle piazze europee. Quella che tutti insieme avremmo dovuto gridare in quanto sinonimo di pace e di fine delle ostilità tra israeliani e palestinesi. Invece, come dicevo, è proprio quella che i governi europei non hanno permesso di gridare. Per fortuna che quando il popolo decide di mobilitarsi e diventa consapevole del suo potere non lo ferma nessuno. Infatti stiamo vedendo fiumi di persone nelle piazze arabe ma anche europee. Un fenomeno destinato a crescere e che ormai non credo si possa più arrestare.

Per quanto riguarda il futuro dei due stati si potrebbe prendere anche in considerazione una soluzione che dia vita ad uno stato unico democratico e laico?

Prima del 1948 musulmani ebrei e cristiani vivevano insieme in pace. Non è che non mi piaccia la soluzione dei due stati che è sicuramente molto più perseguibile. Al momento attuale lo stato unico è utopia. Ma bisogna fare attenzione che con i due stati la Palestina non diventi una sorta di nuova CUBA vittima di embarghi e destabilizzazioni restando povera e a sovranità limitatissima. Con due stati, in un mondo come quello che si va delineando dove tornano prepotentemente le sfere d’influenza è ovvio che Israele resterebbe un baluardo degli USA nel mondo arabo mentre la Palestina finirebbe nella sfera d’influenza russo cinese. Quindi tutto si trasformerebbe in una tregua armata. La Palestina diventerebbe il campo di battaglia delle nuova guerra fredda.

Israele ha accusato il segretario generale dell’ONU Gutierres che pur avendo condannato Hamas avrebbe però aggiunto che i crimini di quei terroristi non possono giustificare quello che Israele sta facendo al popolo palestinese. Imperdonabile per gli israeliani.

Israele  esalta l’ONU solo quando le risoluzioni vanno a proprio vantaggio. E’ emblematico il fatto che Israele nasca anche da una risoluzione dell’ONU la numero 181 del 1947, ma non abbia mai rispettato tutte le altre risoluzioni delle nazioni unite che gli imponevano di ritirarsi dai territori occupati e di fermare i crimini contro i palestinesi. Se la parola dell’ONU non vale nulla allora neanche Israele sarebbe legittimata ad esistere. Non è possibile accettare le decisioni dell’ONU solo quando queste legittimano la presenza dello stato di Israele in Palestina.

Questa formula dei due pesi e due misure noi in occidente ormai la utilizziamo sempre più spesso.

E’ proprio così. Le parole del Segretario generale dell’ONU erano scritte nella pietra quando parlava di crimini di Putin in Ucraina. Ma non vanno prese in considerazione oggi se parla dei crimini di Israele in Palestina. Israele è da sempre contro l’ONU. Quando l’Organizzazione delle Nazioni Unite si è proposta di trovare una soluzione equa alla questione israelo palestinese, nel 1948, una banda di estremisti, il gruppo Stern, integrato nelle forze di difesa israeliane assassinò l’inviato speciale dell’ONU incaricato di mediare nella guerra tra Israele e gli arabi. E gli Stati Uniti gli sono sempre andati dietro bloccando per ben 54 volte le risoluzioni dell’ONU contro Tel Aviv anche quella anti espansione in Cisgiordania. Tra l’altro non so quanto sia un caso che proprio le strutture con la bandiera dell’ONU nella Striscia di Gaza siano state in queste settimane più volte oggetto di danni collaterali dei bombardamenti israeliani. Manco se li stessero puntando apposta per lanciare un segnale.

Qual è secondo te il reale obiettivo di Israele a Gaza. Premesso che è giusto e sacrosanto il diritto di ogni paese di difendersi dal terrorismo e di punire un attacco vile come quello che gli israeliani hanno subito il 7 ottobre.

Difendersi dal terrorismo vuol dire mettere nel mirino le organizzazioni terroristiche. Israele ha sempre detto di avere l’intelligence più potente del mondo che il 7 ottobre 2023 era probabilmente tutta in ferie, ma dopo il brusco risveglio che hanno avuto potrebbe utilizzare operazioni di intelligence in accordo con quelle di altri paesi alleati per colpire chirurgicamente Hamas. E’ ovvio che quello che chiamano danno collaterale può verificarsi. E’ inevitabile. Per danno collaterale si intende un incidente che coinvolge civili innocenti in uno scontro tra due eserciti.

E’ sempre accaduto. E’ orribile dirlo ma è fisiologico nelle guerre.

Certo, ma quello che stiamo vedendo a Gaza non sono danni collaterali. Perchè se i morti totali sono 10.000 e di questi il 60 % sono bambini piccoli. La percentuale sui morti complessivi supera il 75% se si aggiungono anche le donne, è ovvio che il numero irrisorio di miliziani colpiti non possa giustificare quegli attacchi. Non si può più parlare di danni collaterali ma di attacchi mirati alla popolazione civile con la speranza di beccare nel mezzo anche qualche miliziano. Fondamentalmente l’operazione può essere definita una vera e propria pulizia etnica che mira a spingere gli abitanti di Gaza fuori da quei territori in Egitto e Giordania. Che mira a ridurre i numero di donne che posso avere figli e di bambini che in quel contesto vengono trattati come se fossero dei futuri terroristi.

Tutto questo che stai raccontando e che potrebbero sembrare esagerazioni o fantasie trovano invece piena conferma nelle parole pronunciate l’altra sera dall’ex ambasciatore italiano a Gaza che in una TV italiana, in prima serata ha detto chiaramente che l’obiettivo di Israele è distruggere Gaza.

Esattamente. E distruggere Gaza non è distruggere Hamas. Gaza conta oltre 2 milioni e 200 mila persone la maggior parte minori. Hamas, invece, conta alcune decine di migliaia di miliziani. Se vuoi distruggere Gaza vuoi distruggere una popolazione non una organizzazione terroristica. A Gaza sono state rase al suolo il 60% di tutte le abitazioni. Ma se i miliziani di Hamas sono alcune decine di migliaia e quelle case abbattute ospitavano circa un milione di persone. E’ ovvio che si sta mettendo sotto attacco la popolazione, strumentalizzando l’attacco di Hamas che ripeto è stato atroce e che è giusto che vada punito. Ma dato che l’equazione popolo palestinese = Hamas non è una equazione valida, quello che sta facendo Israele si traduce in crimini di guerra e violazione del diritto internazionale.

La cosa assurda è che così facendo non si salvaguardano neanche quei poveri ostaggi, ragazzi che non hanno alcuna colpa, vittime anche loro di Hamas e delle scelte dei loro stessi governanti.

Il popolo israeliano è in larga parte vittima di scelte di Netanyhau e degli estremisti di cui si è circondato al governo.

L’ambasciatore ha anche detto che chiunque nel mondo minacci Israele debba essere ucciso. Non sono parole che ti aspetti da un diplomatico.

Sono parole inaccettabili che soffiano sul fuoco. Ma da un diplomatico di Israele c’è da aspettarselo. Proviamo a immaginare se tutto questo fosse accaduto con un ambasciatore russo in Italia che presentandosi in una Tv italiana avesse dichiarato che l’operazione speciale di Putin era nata per distruggere Kiev e che chiunque minacci la Russia debba essere ucciso. Immagina la condanna unanime di tutti i media e di tutta la comunità internazionale. Invece delle parole dell’ambasciatore non ne ha parlato nessuno. La cosa triste è che mentre chi parla a favore di Israele può anche dichiarare guerra in diretta TV ad una intera popolazione, la pagina socia di eyes on palestine con milioni di followers unico vero occhio della Palestina nel mondo è stata cancellata dal giorno alla notte. Il mondo va bendato nei confronti della Palestina i cui occhi vanno chiusi definitivamente. Questo è emblematico di quello che vogliono fare.  Il tutto con la complicità di tutta la comunità internazionale occidentale.

L’ambasciatore ha detto anche che se i palestinesi vogliono salvarsi devono scappare verso il Sud. Poi scopriamo che Israele ha bombardato proprio le zone dove i palestinesi stavano trovando riparo. Addirittura è stato bombardato anche nei pressi del valico di Rafah, unico punto dove possono transitare gli aiuti umanitari. Valico che in maniera inspiegabile è rimasto chiuso per settimane. Poi reso inagibile dai bombardamenti.

Quello che sta avvenendo a Gaza a partire dall’ 8 ottobre è sempre stato il sogno dell’attuale governo Netanyhau. Distruggere Gaza. Costringere la popolazione alla fuga. Avere le mani libere per portare avanti una pulizia etnica autorizzata.

Quello che dici è molto forte. Cosa te lo fa credere?

Il governo di Netanyhau si forma con una maggioranza risicatissima 63 deputati su 120. Ma quella maggioranza è stata raggiunta solo grazie al contributo determinante dell’estrema destra ossia di quelli che sognavano il genocidio e la pulizia etnica dei palestinesi (che mentre sto scrivendo sta avvenendo a Gaza). Un governo pieno di membri dell’esercito anti palestinese; di membri dei servizi segreti e di estremisti condannati per crimini contro i palestinesi, la maggior parte dei quali provenienti dal partito estremista (che io definirei tranquillamente neonazista) ma poi c’è sempre lo stupido di turno che mi domanda: ma com’è possibile che siano nazisti se sono ebrei? e a quel punto la spiegazione rischia di farmi divagare troppo. Chiamiamoli quindi in questa sede semplicemente pericolosi estremisti o criminali (tanto le condanne le hanno) e restiamo concentrati sul governo di Netanyahu. A capo del ministero dell’agricoltura – che è un ministero fondamentale non per il raccolto in Israele ma per requisire i terreni dei palestinesi e rendere possibile la colonizzazione della Cisgiordania – c’è l’ex direttore dello Shin Bet il servizio segreto interno. Tenete presente che nel 1993 il presidente israeliano Rabin e Arafat con gli accordi di Oslo decisero di porre fine alla guerra e di lavorare per la pace. Ma come Rabin portò la pace in piazza, in quella piazza trovò la morte per mano di un estremista israeliano molto amico di diversi membri del governo Netanyahu. Pensate che Ben Gvir ministro della sicurezza nazionale di Netanyahu era colui che fece un video mostrando un pezzo del cruscotto dell’auto di Rabin e minacciando: “siamo arrivati nella tua auto presto arriveremo da te”. E così fu.                                        Gvir al governo ha proposto l’espulsione dei membri arabi del parlamento israeliano per poi poter aspirare all’espulsione di tutti gli arabi da Israele (cosa che stanno provando a fare mentre noi stiamo parlando).

Ma perché questi membri del partito estremista avevano così tanto potere su Netanyahu?

Perchè Netanyahu aveva pensato bene di portare a termine una sorta di golpe giudiziario per salvarsi dai tanti procedimenti contro di lui ed aveva puntato su una riforma della Corte suprema che di fatto spostava nelle sue mani tanti poteri rendendolo quindi intoccabile. Dato che con quella riforma la maggioranza semplice in parlamento avrebbe potuto rigettare le decisioni della Corte suprema. Per non parlare della questione delle nomine dei giudici che di fatto annichiliva totalmente l’indipendenza della magistratura dal potere politico quindi da Netanyahu.

Una riforma contro la quale si sono mossi la maggior parte degli israeliani, parte dell’esercito e anche dei servizi.

Certo e Bibi Netanyahu poteva conseguirla grazie al supporto degli estremisti con lui al governo. Infatti ha dovuto circondarsi di persone che hanno in odio la magistratura e che hanno estremo bisogno di mettere le mani su di essa per sfuggire alle condanne.

Ma cosa hanno voluto questi estremisti in cambio?

Hanno voluto mano libera ed occhi chiusi dal governo per conseguire, con le violenze necessarie, nuovi insediamenti in Cisgiordania. Hanno anche chiesto che le loro operazioni fossero supportate dall’esercito, motivo per cui quando i terroristi di Hamas sono entrati in Israele dalla Striscia di Gaza il 7 ottobre scorso, la zona era parzialmente scoperta, dato che erano tutti intenti a coprire le spalle agli estremisti in Cisgiordania.

A quelli come Ben Gvir, per intenderci, affiancato da personaggi come Ben Ari che ad ogni risoluzione ONU in favore della Palestina bruciava pubblicamente le bandiere palestinesi augurando il peggio a quel popolo. Per non dimenticare l’ormai celebre ministro del patrimonio di Israele che come sappiamo vede la bomba atomica su Gaza come una opzione possibile dato che a suo dire a Gaza nessuno è estraneo al terrorismo.

Infatti con il nuovo governo Netanyahu sono aumentati a dismisura gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi soprattutto in Cisgiordania.

Palestinesi che sono stati costretti ad abbandonare interi villaggi, che hanno visto i coloni tagliare con le motoseghe le loro coltivazioni e con le ruspe le loro case. Tanto? A chi potevano rivolgersi i palestinesi se il più estremista di tutti era il capo della sicurezza nazionale?

Infatti è certificato che il 92% di tutte le denunce dei palestinesi cadono nel vuoto. Senza colpevoli.

Ma gli estremisti non si sono mai nascosti, infatti il delirio del ministro che vuole la bomba atomica era stato preceduto da quello del ministro delle finanze che volva cancellare totalmente alcuni villaggi palestinesi.

Ed ora è ufficiale che i coloni della Cisgiordania stiano approfittando della reazione di Israele agli attacchi di Hamas del 7 ottobre per serrare le fila contro gli insediamenti palestinesi e portare avanti operazioni di una violenza inaudita addirittura armati dal governo.

Tutto con la complicità della comunità internazionale.

USA E UE avrebbero le leve economiche, politiche e militari per fermare l’operazione di Israele e insieme combattere Hamas. Perchè non lo fanno? Gli stessi paesi arabi potrebbero imporre un embargo come accadde nel 1973 in seguito alla guerra del Kippur. Ma anche da parte loro c’è una inaccettabile passività.

Quando si tratta di Israele salta qualsiasi logica e non esiste diritto internazionale che tenga, questo perché come ha dichiarato Biden in un suo discorso da giovane: Israele è fondamentale per gli interessi statunitensi in quella regione. Se non ci fosse, ha aggiunto, gli americani avrebbero dovuto inventarla. Quindi più Israele cresce e annette territori non suoi, più gli USA ne traggono vantaggio. L’Europa non fa testo perché fa solo ed esclusivamente gli interessi USA. Ho scritto una intera inchiesta, appena pubblicata, per dimostrare nei dettagli perché l’UE non può fare null’altro che gli interessi di certi apparati statunitensi. Quelli che io nel titolo chiamo il Cartello Finanziario. L’Europa non è stata capace neanche di trovare una soluzione al vertice di Bruxelles sul medioriente anzi hanno fatto sparire dalla bozza finale ogni riferimento del Segretario generale dell’Onu alla pausa umanitaria per allinearsi alla linea di Washington. Siamo veramente patetici.

Si riuscirà a sconfiggere il terrorismo in quelle zone?

In questo modo lo si alimenta. Puoi anche debellare Hamas ed uccidere fino all’ultimo miliziano ma se non rimuovi la radice del problema fioriranno nuove organizzazioni. Il bambino che oggi piange i genitori morti nel bombardamento senza avere alcuna colpa. Il padre che estrae il corpo del figlioletto dalle macerie che con Hamas non c’entrava assolutamente nulla. Quando si renderanno conto che quegli indicibili sacrifici non saranno serviti per un a pace duratura ,ma vedrà gli israeliani ancora occupare i loro territori, cacciarli dalle loro case. Con ogni probabilità diventeranno terroristi anche loro. Per assurdo con la scusa di debellare il terrorismo lo stanno rendendo endemico.

Gli Stati Uniti hanno provato, senza successo, a rimandare l’invasione dei terra dell’esercito israeliano a Gaza. Volevano davvero evitarla?

Non per una questione umanitaria dato che proprio gli USA hanno bloccato una risoluzione dell’ONU per una tregua umanitaria in Palestina. Lo hanno invece fatto perché la possibilità che l’Iran entri a pieno nel conflitto rende necessario l’arrivo in MedioOriente di ulteriori forze USA. Appena arriveranno nella zona, l’invasione di terra verrà accordata.

Sulla Palestina e sul popolo palestinese sappiamo come la pensi, ma te la senti di esprimere solidarietà al popolo israeliano?

Assolutamente Sì nella maniera più assoluta. Prego per gli ostaggi. Ho pianto davanti alle immagini di quei ragazzi giovanissimi massacrati al rave party. Ritengo che anche il popolo israeliano sia vittima di scelte da loro indipendenti. Colpevoli solo di aver permesso un governo come quello di Netanyhau formato da estremisti e criminali dichiarati. Ma quei giovani ovviamente non hanno colpa e devono tornare a casa.

W la convivenza pacifica. Abbasso la guerra. Sempre.

 

Francesco Amodeo per Matrix Edizioni

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2 Comments
  • Gabrye58
    Posted at 15:10h, 12 Novembre Rispondi

    Non riesco a visualizzare i video eppure sono abbonata, non ricevo i libri eppure li ho ordinati circa 1 mese fa…….. come mai?

    • Francesco Amodeo
      Posted at 22:20h, 12 Novembre Rispondi

      Scrivici lunedì mattina via Whats app al 366.8778515

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