Mes e riforma del Patto di Stabilità. Facciamo Attenzione. Il diavolo si nasconde nei dettagli.

Il parlamento ha bocciato la ratifica del Mes, un successo enorme per il nostro paese, un pericolo scampato. Il Meccanismo Europeo di Stabilità era una bomba ad orologeria innescata dal governo Monti per conto della finanza internazionale e finalmente è stata disinnescata. Dobbiamo darne merito al governo Meloni. Qui nessuno ha intenzione di dissentire a prescindere da tutto ciò che fa il governo, se ci sono cose positive è giusto esaltarle e credetemi che aver bloccato il Mes è una cosa che va senza alcun dubbio nell’interesse nazionale.

Però non dobbiamo abbassare la guardia perché il diavolo, come si dice, si nasconde nei dettagli.

Ricorderete che la Meloni ha spesso parlato del Mes in concomitanza della riforma del Patto di Stabilità e Crescita, dato che le due misure, per quanto diverse tra loro, sono arrivate nel medesimo periodo nella fase conclusiva. Si è fatto, quindi, spesso riferimento alla logica di pacchetto, nel senso che l’Italia avrebbe preso in considerazione la ratifica del Mes se l’Europa avesse accettato le sue richieste in merito alla riforma del patto di stabilità.

Alla fine la riforma del patto ha avuto il via libera mentre il MES è stato bloccato dall’Italia. L’anomalia è che il governo sta decantando entrambe le cose come un suo successo. Quindi due sono le possibilità: o sta mentendo sul patto di stabilità, nel senso che è stata costretta ad accettare misure che vanno contro gli interessi del nostro paese e quindi il governo si è poi rifiutato di approvare la riforma del Mes essendo saltata la logica di pacchetto oppure finalmente un governo italiano ha deciso di rifilare un pacco all’Unione Europea dopo i tanti che l’Unione Europea ha rifilato all’Italia, decidendo di non mantenere gli impegni presi. Una cosa è certa: il governo Meloni non avrebbe agito contro l’Europa, in primis contro la Germania che era la prima a volere il MES, se non avesse avuto le spalle coperte, ossia senza l’assenso degli USA. Ma noi sappiamo e lo abbiamo detto tante volte che gli Stati Uniti hanno intenzione di indebolire l’Unione Europea a trazione franco tedesca, per rilanciare una Europa a trazione polacca principalmente in funzione anti russa ma a questo punto direi anche in funzione anti tedesca. L’esempio del progetto del Trimarium con la Polonia in testa è emblematico. Anche il fatto che gli USA abbiano contribuito con ogni probabilità o comunque che siano stati accondiscendenti alla scelta ucraina di far saltare il Nord Stream che portava il gas russo direttamente in Germania creando danni incalcolabili all’industria tedesca è un’altra prova della volontà USA di indebolire la Germania a cui gli Stati Uniti probabilmente non perdonano i tanti anni di surplus commerciale e soprattutto gli stretti rapporti con la Russia nella costruzione dei gasdotti.

Quindi la scelta italiana di bloccare il MES potrebbe inserirsi in questo contesto. Il governo Meloni potrebbe aver avuto luce verde dagli Stati Uniti. Il che in questo caso gioca anche a nostro favore secondo il detto: “il nemico del mio nemico può diventare un mio amico”. Ma facciamo attenzione: un governo che esegue diktat esterni non è mai positivo anche se per una volta quel diktat eseguito va nell’interesse del nostro paese come nel caso del Mes.

 

Francesco Amodeo

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