Non un tetto al prezzo del gas, ma delle bollette: la soluzione contro le speculazioni c’è già

Il 23 ottobre, a partire dalle ore 11, inizieremo un corteo di protesta a Napoli per dire no alla guerra e per dire no alle sanzioni alla Russia. Daremo voce a tutte quelle associazioni di categoria, a tutti quegli artigiani e a tutti quei piccoli imprenditori che hanno dovuto già chiudere le proprie attività a causa del caro energia. E a queste persone, a queste categorie, proveremo a fornire delle soluzioni.

Quali soluzioni?

Innanzitutto, siamo consapevoli che non siamo riusciti, come Unione Europea, ad imporre un tetto alle speculazioni ad un Paese dell’Unione Europea come l’Olanda: parliamo delle speculazioni sulla Borsa di Amsterdam, nel cuore dell’Unione Europea. Eppure non siamo riusciti a bloccare queste speculazioni. Non siamo riusciti come Paese Nato a bloccare le speculazioni della Norvegia e mettere anche lì un tetto al prezzo del suo gas. Nonostante la Norvegia sia un Paese Nato. E nonostante questa guerra, come abbiamo già detto, sia stata causata in larga parte proprio dalle azioni provocatorie dell’Alleanza Atlantica.
Ci rendiamo quindi conto su queste basi che è assolutamente impensabile pretendere che sia Putin, contro cui mandiamo armi e sanzioni, ad essere l’unico ad accettare il price cap. E’ normale che questo non avverrà mai. Quali sono allora le nostre soluzioni che porteremo in piazza per la prima volta? Siamo qui a chiedere un tetto non al prezzo del gas, ascoltate bene, ma al prezzo delle bollette. In che senso? In che modo? Faccio un esempio pratico: se un’azienda a settembre 2021 ha pagato 500€ di energia o 500€ di gas e a settembre 2022 quella bolletta arriva invece a 1.200€, vorrà dire che le aziende energetiche non potranno sospendere la fornitura a quell’azienda qualora deciderà di pagare l’importo pari a quello che ha pagato l’anno precedente.

Quindi riprendo in mano l’esempio di prima. Se l’anno scorso con la mia azienda ho pagato 500€ di gas e quest’anno la bolletta mi arriva nello stesso mese a 1.200€, io sono tenuto a pagare soltanto 500€ e in quel caso l’azienda energetica non può e non deve poter proseguire con il distacco, perché vuol dire che quel surplus in più sono soltanto speculazioni e non possono pagarle gli italiani. Questa è la prima azione concreta che noi chiediamo al governo e che noi vogliamo imporre con delle manifestazioni che andranno avanti in tutta Italia. Il tetto deve esserci, ma non al prezzo del gas, perché ci rendiamo conto che è impensabile ed è impossibile ed irrealizzabile.

Seconda domanda a cui risponderemo in piazza anche alla stampa

Chi dà le coperture per fare tutto questo? Chi pagherà questo surplus? Non deve essere sicuramente il governo italiano, perché l’Italia non ha avuto nulla da guadagnare da questa guerra. Non l’ha voluta, non l’hanno voluta i cittadini italiani. Quindi non si può pensare che a farne le spese debba essere il nostro Paese andando ad attingere da soldi che poi verranno inseriti nel computo del debito pubblico o addirittura andare a fare uno sforamento dei vincoli di bilancio per utilizzare i soldi necessari per far fronte a questa emergenza (sulla quale noi non abbiamo alcuna responsabilità).

Li dovrà pagare l’Unione Europea. Come? Attraverso la Banca centrale europea, una banca che come sappiamo emette denaro dal nulla. Quello che noi andremo a chiedere è che il nostro ministero del Tesoro emetta degli energetic bond, dei bond che dovranno essere dell’importo pari alla eccedenza di tutte le bollette degli italiani. La Banca centrale europea deciderà se acquistare questi bond direttamente, fungendo quindi da prestatrice di ultima istanza e andando quindi in deroga al suo statuto o deciderà di farlo dal mercato secondario. Ma quello che dovrà essenzialmente fare è assorbire questi bond ad interessi zero, emettendo moneta per lo Stato italiano, che dovrà utilizzare quei soldi a costo zero per pagare l’eccedenza delle bollette degli italiani, ossia per pagare le speculazioni sui mercati e per pagare gli interessi degli americani in Ucraina. Dato che l’Unione Europea ha deciso di sottostare ai diktat americani e di portare avanti quegli interessi in Ucraina contro gli interessi del popolo italiano, vi aspetto domenica 23 alle ore undici in piazza a Napoli.