Ombre cinesi

La leadership di Pechino si trova di fronte a scelte drammatiche. Puntare sull’asse con Russia e Iran sarebbe un errore pericoloso. Oggi occorrerebbe negoziare una pace prima, non dopo un eventuale conflitto globale.

di Giovanni Pardi

 

Mentre la guerra fra Russia e Ucraina passa in secondo o addirittura terzo piano e i media si concentrano sul conflitto tra Ḥamās (Hamas) e Israele, rischiamo di perdere di vista le notizie che ci informano sulle crisi interne all’Impero del Centro, di notevole e crescente intensità.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a siluramenti di ministri nei settori cruciali della Difesa e dell’Economia, oltre alla scomparsa prematura dell’ex primo ministro Li Keqiang, riferimento dell’ala moderata nel Partito comunista. Riflessi sugli equilibri politici della crisi del modello economico che nell’ultimo mezzo secolo ha permesso di realizzare il “miracolo cinese”, ma anche del Covid e del fallimento delle tattiche di contenimento della sua diffusione, con relative proteste di massa in diverse città.

Con il debito pubblico alle stelle, il declino demografico senza precedenti insieme all’invecchiamento della popolazione, l’esplosiva disoccupazione giovanile e il calo delle esportazioni dovuto al braccio di ferro con gli Stati Uniti su tecnologie e quant’altro, la leadership cinese si trova di fronte a scelte drammatiche.

La vittoria del candidato anti-Pechino alle elezioni presidenziali taiwanesi inasprisce il rapporto con gli Stati Uniti, dopo che la tregua fra le due diplomazie lasciava immaginare, negli ultimi tempi, una fase di relativa distensione. Xi Jinping si trova di fronte al classico dilemma: che fare? Prepararsi allo scontro diretto con gli Stati Uniti, proprio ora che la situazione interna si aggrava? In realtà, la guerra sarebbe una catastrofe, e i leader cinesi più avvertiti ne sono consapevoli.

Sotto questo profilo la nostra ipotesi è che la leadership cinese cercherà di gestire il giorno per giorno, senza imbarcarsi in avventure militari insostenibili. Tutto questo, essendo ottimisti, potrebbe preludere a una futura “nuova Jalta” – dimenticando che essa fu il prodotto di una guerra mondiale che costò decine di milioni di morti.

Eppure oggi più che mai sarebbe necessario negoziare una pace prima, non dopo il conflitto, ovvero dopo la terza guerra mondiale. Un negoziato di questo genere, riprendendo la lezione di Kissinger – il dirigente americano più sensibile alle ragioni cinesi – significa evitare di mettere l’avversario/controparte con le spalle al muro.

Da parte cinese, occorrerebbe rendersi conto che puntare tutto su un asse anti-occidentale Cina-Russia-Iran sarebbe un grave e pericoloso errore. Una sottovalutazione della potenza effettiva degli Stati Uniti e dei loro alleati che Pechino potrebbe pagare molto cara. Ci auguriamo che la millenaria sapienza cinese si manifesti in questi frangenti drammatici, che ci riportano purtroppo al ricordo degli anni Trenta dello scorso secolo. Ma, come dicevano i nostri antichi, “spes ultima dea”.


Carta di Laura Canali - 2023

Carta di Laura Canali – 2023

Fonte: Limes

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2 Comments
  • Antonio
    Posted at 08:13h, 28 Gennaio Rispondi

    lo scrittore dell’articolo mira a convincere i cinesi di non schierarsi con Russia e Iran affinché il boccone più ricco gli Usa e la Nato possano farne proprio in un sol boccone dopo aver sconfitto le due nazioni che si oppongono alla loro avida ingordigia, illusione puramente fantasiosa e ridicola. In primo luogo, anche se la Cina si astenesse dal conflitto Iran/Usa o/e dal conflitto Usa Nato/Russia, tutto l’Occidente e tutto il mondo nell’ emisfero terrestre a Nord dell’equatore sarebbe coinvolto dalle radiazioni di migliaia di bombe nucleari, le quali non permetteranno per almeno 10 anni la sopravvivenza di qualsiasi essere vivente, per cui l’intervento o no della Cina non influirebbe alla sopravvivenza degli Usa e Unione Europea. Se non gli fosse ancora chiaro il punto, la morte sarebbe certa per qualsiasi essere vivente in tutto il pianeta terra a Nord dell’ equatore anche se non fosse compito direttamente da una bomba nucleare.

  • Antonio
    Posted at 08:20h, 28 Gennaio Rispondi

    lo scrittore dell’articolo mira a convincere i cinesi di non schierarsi con Russia e Iran in un eventuale conflitto affinché diventi il boccone più ricco per gli Usa e la Nato che potrebbero farne proprio in un sol boccone dopo aver sconfitto le due nazioni che si oppongono alla loro avida ingordigia, ma questa è un’illusione puramente fantasiosa e ridicola. In primo luogo, anche se la Cina si astenesse dal conflitto Iran/Usa o/e dal conflitto Usa Nato/Russia, tutto l’Occidente e tutto il mondo nell’emisfero terrestre a Nord dell’equatore sarebbe coinvolto dalle radiazioni di migliaia di bombe nucleari, le quali non permetteranno per almeno 10 anni la sopravvivenza di qualsiasi essere vivente, per cui l’intervento o no della Cina non influirebbe alla sopravvivenza degli Usa e Unione Europea. Se non fosse ancora chiaro il punto, la morte sarebbe certa per qualsiasi essere vivente in tutto il pianeta terra a Nord dell’equatore anche se non fosse colpito direttamente da una bomba nucleare.

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