Perché non possiamo fidarci di chi dovrà autorizzare i vaccini: lo scontro è politico e non sanitario.

La Food and Drug Administration (Agenzia per gli alimenti e i medicinali, abbreviato in FDA) è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America.

E’ la FDA che dovrà autorizzare i vaccini delle aziende americane contro il Coronavirus. Ha, infatti, già autorizzato i test della fase 2 del vaccino della casa farmaceutica Moderna. Decisione che ha causato una repentina impennata in borsa del titolo della multinazionale in questione.

Questo dimostra che le scelte, che dovrebbero riguardare esclusivamente la salute dei cittadini, sono sempre strettamente collegate ad enormi movimenti finanziari. E dato che la finanza muove la politica, l’equazione è presto fatta: le scelte che riguardano la salute della popolazione, diventano scelte di natura politica.                              Proviamo a scoprire insieme se questo vale anche per chi dovrà autorizzare i vaccini per il Coronavirus.

Abbiamo assistito in questi giorni ad un braccio di ferro tra Donald Trump e la Food and Drug Administration. Entrati in rotta di collisione, quando il presidente americano, ha denunciato che l’ente governativo, intendesse ritardare l’uscita del vaccino a dopo l’elezione di novembre per provare ad ostacolare la sua rielezione.

Lo scontro tra Trump, la FDA ed il settore farmaceutico in generale, è diventato più acuto da quando il presidente americano – dopo aver valutato che gli Stati Uniti sono “pericolosamente sovradipendenti dalle nazioni straniere per i farmaci essenziali, per le forniture mediche e per le apparecchiature mediche come i ventilatori” – ha deciso, per gli interessi degli americani, di firmare l’ordine esecutivo sui farmaci, denominato “Buy American First” che eliminerà gli ostacoli normativi per la produzione dei prodotti farmaceutici negli Stati Uniti.

La Food and Drud Administration, dovrà quindi stilare una lista dei farmaci generici più usati, la cui produzione dovrà avvenire in America e non più da paesi come Cina o India. L’idea è anche quella di permettere agli americani di avere i farmaci a prezzi più bassi.

Questa decisione ha mandato in tilt le grandi multinazionali farmaceutiche, sempre alla ricerca del profitto. Tanto che Trump ha dichiarato: “Ogni volta che vedete le aziende del farmaco scagliarsi contro di me, è il segno che il prezzo dei vostri farmaci stia scendendo di molto”.

 

Il presidente americano, però, è anche consapevole di essersi messo contro, uno dei cartelli più potenti che esistano. Ed, infatti, durante il suo discorso in Ohio, ha usato frasi inquietanti, che a leggerle oggi, che è stato appena dimesso dall’ospedale per aver contratto il Coronavirus, risuonano come incredibilmente premonitrici.

Trump ha infatti dichiarato:

“Mi sono fatto un sacco di nemici là fuori. Questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vedrete per un po’. Ho un sacco di nemici molto, molto ricchi e potenti. Non sono contenti di quello che sto facendo e proveranno a fermarmi”.

Ma chi è che vuole davvero fare gli interessi degli americani, Trump o la Food and Drug Administration? Possiamo fidarci delle decisioni di questo ente per la sicurezza dei vaccini? Oppure l’ente, fa solo gli interessi delle multinazionali del farmaco ed ha spostato la partita sul campo politico e non sanitario?

Chi come me, è consapevole degli enormi rischi dei vaccini, non può di certo accusare la FDA di rallentarne le autorizzazioni,come fa Trump. Ma siamo sicuri che la decisione sia davvero mirata a tutelare la salute di tutti? E che non ci siano, invece, esclusivamente interessi politici?

Proviamo ad analizzare insieme, come si è comportata la FDA in passato.

Prendiamo il caso dell’aspartame, un dannoso dolcificante. Una sorta di vero e proprio veleno per l’organismo. Non lo dico di certo io: il centro di ricerca sul cancro della fondazione di oncologia Ramazzini, ha dimostrato il potenziale di pericolosità dell’aspartame. Oltre a un legame tra le sostanze rilasciate dal metabolismo di questo dolcificante e l’aumento dell’incidenza di tumori cerebrali. In America esiste l’associazione delle vittime dell’aspartame che continuano a vincere cause contro l’azienda farmaceutica.

Ma allora com’è possibile che sia stato messo in commercio? Come mai non sono intervenuti l’Oms, la Food and Drug Administration, ossia coloro che vorrebbero addirittura togliere il bollino verde al parmigiano reggiano italiano, perché conterrebbe troppo sale? Chi pensate che abbia contribuito a rimettere in commercio l’aspartame? Altri studi ? Altre ricerche scientifiche? Un altro istituto di oncologia dopo aver confutato gli studi dei colleghi ? Assolutamente nulla di tutto questo. La fortuna dell’aspartame si deve a due personaggi:Ronald Reagan e Donald Rumsfeld.

Ricordiamo che Rumsfeld è stato il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, colui che aveva dichiarato che in Iraq c’erano armi di distruzione di massa, quando non era vero. Addirittura uno dei fondatori del “Project for the New American Century (PNAC)”, un progetto per rilanciare il dominio dell’America sul mondo intero. Sono quelli che scrivono che le armi biologiche potrebbero diventare uno strumento politicamente utile. E che il rilancio del dominio americano, verrebbe accelerato da un evento “catastrofico e catalizzante come una nuova Perl Harbour”.

Ma allora cosa c’entrano questi controversi personaggi, con i contenuti di bibite, alimenti e farmaci?

Facciamo un passo indietro: La Food and Drug Administration aveva ritenuto l’aspartame dannoso per l’organismo. Accadde così che nel 1981 Reagan sostituì il capo della FDA con un dirigente del Pentagono. Parallelamente Donald Rumsfeld veniva mandato a dirigere proprio la Searle, ossia la centrale farmaceutica che produceva l’aspartame stesso, pur lavorando ancora nell’amministrazione americana.

Come risultato di questo epocale e impensabile conflitto d’interessi, la pratica dell’aspartame fu riaperta ed il dolcificante rimesso in commercio, non grazie al parere di scienziati ma grazie a quello di militari fanatici e folli che lavoravano per entrambe le parti in causa.

Dopo questa operazione la Searle fu poi acquistata dalla Monsanto, la più controversa industria agroalimentare del mondo, in mano alle grandi oligarchie del cartello farmaceutico. Rumsfeld ebbe un bonus di diversi milioni di dollari.

Ecco cosa vuol dire quando un ente, che dovrebbe avere come priorità la sicurezza dei cittadini, ha invece interessi economici e politici.

Alla luce di tutto questo, possiamo fidarci della FDA per quanto concerne i vaccini e le cure contro il Coronavirus? E’ plausibile pensare, come sostiene Trump, che lo stiano ostacolando e che molte scelte non siano basate su pareri scientifici ma su interessi politici?

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Francesco Amodeo

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