Pillole di Morpheus: Da Aldo Moro a Falcone, dall’Italia all’Ucraina: l’operazione clandestina USA per conquistare l’Europa

Organizzazioni quali la CIA, Rockefeller, Henry Kissinger, creano dei gruppi come il gruppo Bilderberg, come la Commissione Trilaterale.
Sono dei gruppi semi-segreti che si riuniscono perché poi da quel gruppo arrivano quelli che si presenteranno al governo del paese.
È successo con Monti, che era nel direttivo del Bilderberg qualche mese prima di diventare presidente del Consiglio.
È successo con Draghi, con Letta: sono tutti membri di questi organismi.
Oltre a creare queste organizzazioni per imporre gli uomini al governo, creano delle operazioni clandestine.
In Italia la prima operazione è proprio la “Gladio Stay Behind“. Fu portata avanti con la scusa di una possibile invasione dell’Unione Sovietica, quindi con un nobile scopo, perché io lo dico sempre: se all’epoca me l’avessero proposto, probabilmente sarei diventato anch’io un “gladiatore”. Mi sarei arruolato in una cosa del genere, perché il gladiatore era sinonimo di “patriota”.

Infatti loro dicevano che nel caso in cui l’Unione Sovietica invadesse l’Europa, non ci sarebbero stati eserciti capaci di contrastarli.
Sarebbe stato necessario attendere l’arrivo degli americani. Ma nell’attesa, l’Europa aveva bisogno di un esercito che respingesse l’ipotetico nemico. Con questo ragionamento hanno convinto centinaia di persone ad arruolarsi come “gladiatori” in questa operazione, che era un’operazione Nato. Però in realtà, per portare avanti questa operazione, i servizi americani crearono il SIFAR cioè il servizio segreto militare italiano. Quando un Paese straniero mette le mani sui servizi segreti di un altro Paese, ovviamente ne ha il totale controllo.
Soprattutto se sono servizi segreti militari. Questo dunque è quello che fanno con la scusa di dire: “Dobbiamo creare questo esercito clandestino”. Così mettono le mani sui servizi italiani, sul SIFAR, nelle istituzioni. Ovunque.

I “gladiatori”, poverini, erano inconsapevoli. Perché ogni gladiatore non conosceva neanche chi fosse il suo capo più prossimo.
Il gruppo politico della Gladio in Italia si chiamava P2, di Licio Gelli. La stessa operazione invece la portarono avanti in Sudamerica, e si chiamava Operazione Condor. Un articolo di Repubblica parla di Licio Gelli incaricato di reclutare un po’ di uomini per questa operazione voluta da Henry Kissinger. E si dice fosse proprio l’operazione Gladio.
Sia Gladio che l’Operazione Condor furono entrambi conseguenza di una risoluzione del National Security Council.
Un articolo dell’Espresso dice agli americani: “No al compromesso storico”.
Il compromesso storico era ovviamente l’avvicinamento di Aldo Moro a Berlinguer, che poi ha causato la fine tragica di Moro che infatti vedremo in quest’altro documento era stato convocato alla Casa Bianca proprio da Henry Kissinger.
Questo gli disse: “O cambi le tue politiche oppure farai una brutta fine“.

Moro uscì visibilmente scosso da da quella riunione, però non cambiò le sue idee.
Sfortunatamente sappiamo la fine che ha fatto.
In pochi però sanno che Moro, così come Falcone e Borsellino, tutti quanti, in quel periodo avevano cominciato a puntare i riflettori sulla Gladio, soprattutto i magistrati Falcone e Borsellino.

Questo lo vediamo dai giornali.
Falcone seguiva la pista di Gladio, le indagini top secret di Borsellino.
Ci sono testimonianze inedite dei magistrati di Palermo che hanno lavorato fianco a fianco con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sulle settimane precedenti alle stragi di Capaci e via D’Amelio a Palermo.
Sono racconti drammatici sulla strada sbarrata a Falcone che voleva la verità sugli omicidi politico-mafiosi e i possibili legami con Gladio“. Quindi è una certezza: Falcone stava indagando su Gladio ed è stato ucciso.
Borsellino prese in maniera top secret quelle che erano le inchieste che stava portando avanti Falcone. Anche lui ha fatto una brutta fine. Altri giudici hanno fatto una fine meno brutta e gli hanno semplicemente tolto l’inchiesta su Gladio.
Su questo punto non si poteva assolutamente indagare. Perché tiro in ballo Gladio?

Gladio era una operazione Stay Behind, un’operazione in cui gli apparati americani rimangono dietro le quinte e utilizzano gli estremisti locali per portare avanti la propria agenda. Estremisti locali in Italia possono essere Ordine Nuovo di estrema destra, le Brigate Rosse di estrema sinistra, la mafia in Sicilia. Utilizzano gli estremisti semplicemente come manovalanza, come esecutori.
Ma restano loro dietro le quinte come mandanti. E questa è un’operazione in atto in Italia.
Un’operazione della CIA e della Nato a tutti gli effetti. Nessuno nega questo.
Ci sono state ovviamente le varie inchieste. L’operazione Gladio è stata un’operazione che loro hanno definito nei documenti ufficiali “clandestina”. Perché l’hanno definita “clandestina” e non “segreta”?

“Segreto” è qualcosa che si fa e che si tiene tale per l’interesse nazionale, oppure per l’interesse di chi sta portando avanti quell’operazione clandestina. Ma invece è un’operazione che va contro le leggi dello Stato dove viene attuata.
Gladio andava contro le leggi dello Stato italiano, tant’è vero che neanche tutti i Presidenti del Consiglio che si sono susseguiti in quel momento erano stati messi al corrente, fin quando Andreotti non fu costretto ad ammetterne l’esistenza in un intervento parlamentare nel ’90. Però è importante capire perché l’hanno chiamata clandestina: perché andava contro le leggi dello Stato.

Nel mio nuovo libro “Il conflitto è Nato” ci riallacciamo ai giorni nostri.
Oggi i mandanti sono gli stessi: stiamo parlando anche dell’Ucraina. Quella che stanno portando avanti è un’operazione Stay Behind: anche lì gli americani restano dietro le quinte e manovrano gli estremisti locali, che in Ucraina portano il nome di “ultranazionalisti”.
Perché l’Unione Europea abbia accettato tutto questo si sa.
Gli Stati Uniti hanno precedentemente creato e poi finanziato il progetto Unione Europea, e a seguire tutti i membri delle istituzioni europee. Se poi oggi andate a vedere la lista del Bilderberg a Lisbona, capite che è una riunione semi segreta filo atlantista dove trovate tutti i vertici dell’Unione Europea. Perché?
Vanno lì appunto a cercare di capire cosa possono e cosa non possono fare.

 

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