Questo sistema crollerà permettendo all’Italia di risorgere: ecco perché questa pandemia era tragicamente indispensabile..

Questo sistema crollerà permettendo all’Italia di risorgere: ecco perché questa pandemia era tragicamente indispensabile. Capisco che questa frase sia difficile da digerire, come lo è tutto quello di tragico che ci mette davanti alle nostre responsabilità.

Per capire il perché delle mie parole dobbiamo fare una premessa uscendo apparentemente fuori tema.

Quando si parla di necessario ritorno alla sovranità, la maggior parte della gente pensa che si stia parlando semplicemente di un nostalgico e forse anacronistico ritorno alla vecchia valuta nazionale.

Quello che invece sembra essere chiaro a pochi è che il problema non è quale moneta si adotti ma il sistema a cui abbiamo permesso di gestirla e attraverso di essa di gestire le nostre vite.

Vi mostro una cosa che scandisce ogni giorno la vostra esistenza e a cui forse non avete mai posto attenzione: Come funziona il nostro attuale sistema monetario:

1)La BCE è la banca centrale che crea denaro dal nulla, nel senso che la creazione di denaro dal 1971 non necessita più del corrispettivo in oro. Potrebbero creare denaro per far fronte a qualsiasi emergenza. Lo ammettono. Ma non lo fanno.

2)La BCE, invece, presta ai mercati la moneta che crea, come se fosse la sua. Si è però auto-imposta di non poterla prestare direttamente agli Stati. Hanno quindi deciso arbitrariamente che degli intermediari finanziari debbano lucrare sui popoli. La Bce, infatti, presta ai mercati a dei tassi che il più delle volte sono irrisori. Poi i mercati alzano quei tassi per prestare agli Stati.

3)Sono i Mercati, infatti, che determineranno poi a che tasso quei singoli Stati debbano finanziarsi.                                  Se non ritengono che quel paese sia affidabile, o peggio ancora, se trovano interesse a non ritenerlo tale, o se c’è un evento critico, come la pandemia che stiamo attraversando, i mercati allora (senza le rassicurazioni della Banca centrale) vanno nel panico richiedendo tassi sempre più alti. Ci troviamo così nel paradosso che per far fronte alle gravi crisi, gli Stati sono costretti a pagare di più il denaro di cui necessitano.                                                              Quando quella moneta arriva poi ai cittadini, che sono in realtà gli unici che gli attribuiscono un vero valore – dato che loro sì che la ricevono in cambio di un corrispettivo, ossia il loro sudore ed il loro lavoro – giunge gravata di interessi che si accumulano negli inutili passaggi intermedi, creando un debito inestinguibile che finisce sulle loro spalle. Questo sistema, già intrinsecamente insostenibile, è costretto ad implodere per le conseguenze di una crisi economica e sociale senza precedenti come quella che si scatenerà durante e dopo il Coronavirus.                                    I mercati, infatti, avranno sempre più paura. Gli interessi saranno sempre più alti. Il Pil sempre più basso. Il sistema collasserà. Non c’è alternativa.

Oggi il Presidente del Consiglio dice che l’Italia ha superato shock di ogni tipo come guerre e shock petroliferi. Si è però dimenticato di spiegare, come funzionava il nostro sistema monetario prima del 1981, ossia come funzionava il sistema che ci ha permesso di superare tutti i grossi shock che hanno preceduto la pandemia da Covid 19, fino a farci diventare una delle maggiori potenze mondiali.

  • Il Ministero del Tesoro (Governo) emetteva i propri titoli di Stato per finanziare le proprie spese, ad un tasso di interesse prestabilito.
  • Se i mercati non acquistavano quei titoli perché erano alla ricerca di tassi più alti.
  • Interveniva la nostra Banca Nazionale (Banca d’Italia) ed in qualità di prestatrice di ultima istanza monetizzava quei titoli emettendo moneta.

Che la vogliate chiamare Lira o che vogliate continuare a chiamarlo Euro, quello è l’unico sistema che può permetterci di far fronte anche a questa crisi. Eppure la gente sembra averlo dimenticato.

In questo specifico momento di emergenza, non è pensabile, per ovvie ragioni, l’uscita dall’Euro, ma mai il momento fu più propizio per preparare il terreno necessario al ritorno alla sovranità attraverso:

  • L’istituzione immediata di banche pubbliche che si assumano anche il rischio di fornire accesso al credito a cittadini e ad  imprese, che non ne avrebbero nel sistema attuale. Banche che dovrebbero avere quello come unico scopo e che non potrebbero agire quindi come banche d’affari.
  • Il ripristino immediato di un prestatore di ultima istanza che azzeri gli spread.
  • La creazione di strumenti di pagamento alternativi e paralleli a circuito nazionale e non gravati da debito (oggi si potrebbero chiamare CoronaBot o CoronaBOnd)
  • Tenersi lontano da qualsiasi, fondo o prestito che ricadrebbe sotto la giurisdizione internazionale e che quindi non potrebbe essere convertito nella nuova valuta nazionale in caso di futura uscita.

Questo sistema virtuoso, che vede il popolo al centro della piramide monetaria, non potrà più essere rimandato o l’intera Europa collasserà. L’attuale paradigma 1)BCE – 2)MERCATI – 3)BANCHE – 4)CITTADINI non potrà mai farci superare una crisi del genere. L’istinto di sopravvivenza farà capire ai popoli che è arrivato il momento di capovolgere quella piramide per formare il nuovo paradigma: 1)Cittadini – 2)Ministero del Tesoro (Governo) – 3)Banche pubbliche – 4)Mercati.

Guardando questo schema ci chiediamo com’è possibile che non sia già così. Eppure abbiamo accettato per anni di essere messi noi a testa in giù. Ci siamo girati dall’altra parte. Abbiamo fatto finta di non vedere. Di non sentire. Questo sistema avrebbe continuato a mietere più vittime di qualsiasi pandemia. Lasciando cittadini e imprese senza ossigeno, nella terapia intensiva imposta dai mercati. Avremmo continuato a dipendere da chi oggi vorrebbe impedire perfino che ci arrivino le mascherine. I nostri figli sarebbero cresciuti in questa gabbia senza mai aver conosciuto la libertà. Le catene dell’abitudine – come disse qualcuno- sono troppo leggere per essere avvertite finché non diventano troppo pesanti per essere spezzate.

Allora oggi siamo nel bel mezzo di quella che si chiama “la legge dell’antagonista”. Il nemico non è mai più grande di noi essendo semplicemente un nostro riflesso. Dobbiamo solo lasciare che diventi lo scalino su cui poggiare il piede per spingerci oltre. Questo sistema non era più sostenibile. Ammettetelo. Abbiamo fatto tutti finta di non vedere. E quando non si è capaci di intraprendere un’azione, l’universo ci obbliga ad una re-azione. Per reagire, però, bisogna pensare, per pensare bisogna stare concentrati, lontani dal rumore e da quella routine che ci induce in un sonno ipnotico. Questa pandemia funge ora da schiocco delle dita davanti agli occhi dell’ipnotizzato.Oggi non siamo in quarantena. Stiamo semplicemente studiando la reazione. Ci stiamo preparando ad assumerci la responsabilità del cambiamento. RESPONS ABILITA’ lo dice la parola stessa, implica l’abilità di trovare una risposta. Non l’avremmo mai cercata se non fosse accaduto tutto questo.

Molti sono morti, è vero, ma non è giusto dire che siano morti di Coronavirus. Sono morti durante la lotta di liberazione del paese. A quei martiri dedicheremo la nostra vittoria e non finiremo mai di essergli riconoscenti come ai medici e agli infermieri che stanno lottando per noi. Adesso però, lasciamo che la paura ceda il posto alla speranza.

Forza Italia. Non esiste notte tanto buia da impedire al sole di risorgere. E noi siamo da sempre il paese del sole.

Francesco Amodeo

NOi Italiani                                                                                                                                                                                  www.francescoamodeo.it                                                                                                                                                                      www.matrixedizioni.it