Se l’ONU facesse queste domande a Israele si aprirebbe un vaso di Pandora che smantellerebbe tutto

Possibile che “la più grande democrazia del Medio Oriente” abbia le carceri piene di bambini? Che reati hanno commesso questi bambini?
E soprattutto, che processi sono stati fatti a questi bambini? Con quale regole per dichiararli colpevoli?
O sono colpevoli soltanto per essere nati arabi in Palestina?

Ora a mio avviso questo dovrebbero fare tutti i paesi che si definiscono “democratici” e “civili”, tutte le organizzazioni umanitarie, soprattutto l’Organizzazione delle Nazioni Unite: dovrebbero pretendere da Israele le prove dei processi fatti a questi bambini che erano finiti nelle carceri israeliane. Che processo hanno subito?

Per quali reati? Chi li ha difesi? E soprattutto, come erano le loro condizioni nelle carceri?
Io credo che si aprirebbe un vaso di Pandora dove la più grande democrazia del Medio Oriente sarebbe costretta finalmente a gettare la maschera.

Francesco Amodeo

Il Cartello Finanziario (Pacchetto: Parte Prima + Parte Seconda)

Sostieni la libera informazione

Non ho editori per non subire censure.
Non ho sponsor per non subire pressioni.
Ma dietro questo Blog c'è un enorme e rischioso lavoro quotidiano.
Se lo ritieni opportuno sostienilo con una donazione.

dona ora
2 Comments
  • Zeev Talmid Yeshua
    Posted at 10:06h, 22 Dicembre Rispondi

    Giustissimo fare luce su questo – per ora ancora presunto – crimine. Intanto, visto che la “comunità internazionale”, l’ONU e compagnia cantante non lo hanno mai fatto negli ultimi tre lustri, Israele sta facendo luce su ciò che sta sotto terra, in quella che viene definita “prigione a cielo aperto” da molti, e “miglior posto del mondo” da non pochi altri (fratelli di fede della maggioranza dei gazawi). Per ora, ammesso e non concesso che lo Stato di Israele sia “terrorista”, oppure addirittura “cancro” (copyright Samantha Comizzoli & friends), restano i fatti che emergono dall’accurato lavoro di Tsahal e dagli interrogatori dei membri di Hamas catturati, che danno modo di riconsiderare – eventualmente, se non si è prevenuti – la propria opinione su questo “partito”.

  • Zeev Talmid Yeshua
    Posted at 12:21h, 22 Dicembre Rispondi

    Giustissimo fare luce su questo – per ora ancora presunto – crimine. Intanto, visto che la “comunità internazionale”, l’ONU e compagnia cantante non lo hanno mai fatto negli ultimi tre lustri, Israele sta facendo luce su ciò che sta sotto terra, in quella che viene definita “prigione a cielo aperto” da molti, e “miglior posto del mondo” da non pochi altri (fratelli di fede della maggioranza dei gazawi). Per ora, ammesso e non concesso che lo Stato di Israele sia “terrorista”, oppure addirittura “cancro” (copyright Samantha Comizzoli & friends), restano i fatti che emergono dall’accurato lavoro di Tsahal e dagli interrogatori dei membri di Hamas catturati, che danno modo di riconsiderare – eventualmente, se non si è prevenuti – la propria opinione su questo “partito”.

Post A Comment