Trump positivo al Coronavirus. Non avrei voluto avere ragione.

Donald Trump è positivo al Coronavirus ad un mese esatto dalle elezioni presidenziali americane.

Tempismo perfetto.

Non avrei voluto avere ragione, quando nel mio libro 31-coincidenze-sul-coronavirus-e-sulla-nuova-guerra-fredda-usa-cina/ pubblicato a fine aprile 2020, spiegavo al lettore, che inquadrando per ipotesi la pandemia, non come un evento casuale e naturale ma come frutto di un attacco terroristico con armi non convenzionali, nel contesto dello scontro geopolitico in atto, tra USA e Cina e tra l’amministrazione americana in carica ed il suo potente Deep State, avremmo visto, allora, non solo l’economia americana messa a dura prova, ma lo stesso Donald Trump finire nel mirino ed essere personalmente colpito insieme ad altri leader.

Nello specifico mi domandavo, chi vorrebbe Trump fuori dai giochi, a ridosso della campagna elettorale e chi stesse traendo benefici dallo scoppio della pandemia e dal crollo dell’economia americana.

Constatavo che i gruppi e le organizzazioni, che stavano raggiungendo i propri obiettivi, grazie alle nefaste conseguenze del Coronavirus, erano gli stessi che in passato, avevano ipotizzato l’uso di armi biologiche come strumento politicamente utile.

Nella mia inchiesta, provai quindi ad ipotizzare, che nel mirino, dopo Boris Johnson, sarebbero finiti il presidente del Brasile Bolsonaro ed il presidente americano Trump, provando a dimostrare che c’erano già stati dei palesi tentativi di farli entrare a contatto con il virus.

Per esempio quando una delegazione brasiliana accompagnò Bolsonaro in America in visita da Trump e ben 23 componenti di quella delegazione – compresi alcuni personaggi che cenarono con i due presidenti e che si fecero fotografare affianco al presidente americano – risultarono positivi al Covid.

Quando ad Aprile mandai alle stampe la mia inchiesta, nessuno dei due presidenti era stato dichiarato positivo anche se io già avanzavo l’ipotesi di una probabile positività di Bolsonaro. Cosa che accadrà, incredibilmente, alcuni mesi più tardi, prima con Bolsonaro, risultato ufficialmente positivo al Covid a luglio, poi con Donald Trump ad ottobre, proprio nel clou della sua campagna elettorale. Forse in assoluto nel momento più decisivo.

Mi rendo conto che sia una tesi difficile da digerire, quella che ipotizza l’uso della pandemia e del virus per provare, tra le altre cose, a disarcionare Trump, prima facendogli crollare tra le mani l’economia a ridosso delle elezioni presidenziali e poi costringendolo a curarsi in quarantena ad un mese dall’election day, costretto ad annullare tutti i comizi in programma e deriso dai suoi detrattori, pronti a lanciare sul web, il video in cui soltanto due giorni prima, nel famoso faccia a faccia, il rivale Biden accusava Trump di non usare la mascherina, esponendo al rischio Coronavirus se stesso e gli altri.

Un altro episodio che ha attirato recentemente la mia attenzione, rimbalzando su tutti i media, è la notizia che una busta, contenente sostanze tossiche, stava per essere consegnata a Trump, proprio qualche settimana fa. Non credo che ci siano collegamenti tra i due eventi ma questo deve farci riflettere su quanto sia molto più probabile pensare di colpire il presidente americano con un’arma biologica che con un’arma convenzionale. Soprattutto se quell’arma è già disponibile, in diversi laboratori di tutto il mondo, ed il suo utilizzo, per scopi criminali, passerebbe del tutto inosservato e quindi impunito.

Eppure, nonostante queste innegabili realtà o chiamiamole coincidenze, come ho fatto io nel libro, nessun media mainstream si è mai posto il problema di considerare l’eventualità, che la pandemia, possa essere davvero il frutto di un atto terroristico con armi non convenzionali, mirato a destabilizzare interi paesi, disarcionare Donald Trump e spostare l’asse del potere nelle mani di organizzazioni di quel Deep State pronto a tutto. In questo articolo ho riportato soltanto due delle previsioni che si sono realizzate. Forse quelle di più difficile realizzazione. Ma nella mia inchiesta ce ne sono 31. E se 3 coincidenze formano una prova, 31 dovrebbero quanto meno stimolare un dibattito.

Un dato è certo. Pare sia stato lanciato un avvertimento a tutti i membri del tridente, cosiddetto sovranista, (Johnson/Bolsonaro/Trump). Quello per intenderci che si oppone all’asse eurasiatico e che si sta in qualche modo mettendo di traverso al disegno egemonico di nuovo ordine mondiale.

 

Francesco Amodeo

31 Coincidenze sul Coronavirus e sulla nuova Guerra Fredda Usa/Cina