Pillola zero: Tutti i dati ufficiali che smascherano il terrorismo mediatico sulle terapie intensive e sui ricoveri negati ai pazienti per colpa dei NoVax.

L’affermazione secondo cui i non vaccinati che occuperebbero le terapie intensive togliendo posti ai malati cronici è, all’esame dei fatti, palesemente falsa. Totalmente smentita dai numeri reali. L’ennesima dimostrazione che la gestione del Covid-19 continua ad essere caotica e disastrosa, più orientata ad obiettivi politici che sanitari.
Basta dare una lettura serena degli stessi numeri forniti dal Governo attraverso l’ISS e la Protezione Civile per averne conferma.

Sembra ormai che si diffonda anche nel nostro Paese la convinzione che il monitoraggio dell’andamento della pandemia da Covid-19 debba riferirsi, più che al numero dei contagiati risultanti positivi dai tamponi, ai ricoveri in ospedale e soprattutto nelle terapie intensive. Inoltre secondo alcuni (come riportato dal TGR Liguria):

“Non si dovrebbero più conteggiare come malati di covid in ospedale i ricoverati per altre patologie e positivi al tampone, e soprattutto si dovrebbe smettere con il report quotidiano sui casi”.

Secondo ADN-Krons:

“Contagi da coronavirus in Italia: Riflettori accesi sul bollettino quotidiano, sui ricoveri e sul conteggio dei casi asintomatici. Una circolare del ministero della Salute, pronta ma che potrebbe subire delle modifiche, risponde in modo positivo alla richieste delle Regioni sulle modifiche al calcolo dei casi Covid e prevede che “i pazienti ricoverati in ospedale per cause diverse dal Covid che risultino positivi ai test per coronavirus ma asintomatici – si legge nella circolare – qualora assegnati in isolamento al reparto di afferenza della patologia, saranno conteggiati come ‘caso’ Covid ma non saranno conteggiati tra i ricoveri dell”Area Medica Covid”.

Ci si sta dunque rendendo conto che i numeri se non contestualizzati, servono solo per creare panico e dare una rappresentazione irreale della situazione? Siamo certi comunque, che da questo nascono messaggi distorti da parte dei media, che fanno leva sulla paura della gente.

E vediamoli questi numeri del Governo. Gli ultimi pubblicati di tre giorni fa.


Come si vede bene dalla sintesi di cui sopra e dal quadro che segue, che rappresenta la situazione regionale, si evince come non sussistano sovraccarichi nelle terapie intensive e nei reparti Covid ordinari o di terapia intensiva, se non in valle d’Aosta (reparti ordinari) e nella provincia di Trento (terapie intensive).

A questa tabella segue quella della Protezione Civile che, regione per regione, fornisce i numeri ufficiali dei posti letto disponibili e di quelli occupati, per entrambe le categorie di contagiati.

Ed ecco i dettagli della situazione posti letto per regione, aggiornata ad oggi, 17 gennaio:

Si tenga inoltre conto che la Protezione civile dichiara come disponibili altri 571 posti per terapia intensiva, attivabili ‘alla bisogna’. In sintesi, i posti in terapia intensiva occupati in Italia oggi ammontano a 1.717, contro una disponibilità di 9.538 + 571.

Graficamente la Protezione Civ. riassume così la situazione nazionale:

Passiamo ora a riepilogare le previsioni di cui al rapporto ISS di questa settimana. Si ricorda che, l’indicatore di ‘soglia ed allerta’, come si vede dalla tabella 2 sopra riportata, si colloca, per le terapie intensive (indicatore 3.8), al 30% e per i reparti dell’area medica (indicatore 3.9), al 40%. Il rapporto, alla Tabella 3, fornisce il dato stimato a 1 mese in base all’Rt di ospedalizzazione (in area medica e in terapia intensiva) sulla probabilità di raggiungere le soglie previste negli indicatori 3.8 e 3.9 relative al tasso di occupazione dei posti letto; questo qualora si mantengano le condizioni osservate nella settimana di monitoraggio corrente.

Chi vuole può visionare tutti i dati alla citata tabella 3 a pag. 13 del Rapporto. Ebbene da questa, si evince che:

  • 7 Regioni avrebbero più del 50% di probabilità di superare il valore di soglia del 30% per le terapie intensive e 12 quello dei reparti ordinari (40%);
  • 9 Regioni avrebbero meno del 5% di probabilità di sforamento per le terapie intensive e 5 per i reparti ordinari;
  • Le restanti Regioni (3 per le terapie intensive e 2 per i reparti ordinari) avrebbero probabilità comprese nel range 5-50%.

Tutto ciò premesso, andiamo a verificare i 1.717 ricoverati in terapia intensiva secondo il Rapporto dell’ISS. Ci riferiamo al rapporto ultimo:


In particolare alla tabella 5, pag. 22, dalla quale si evince che nell’ultimo mese (sino a fine dicembre), tra i ricoverati in terapia intensiva pari a 2075, il 66% circa (1.368) non erano vaccinati, il resto (34%) a diversi gradi di somministrazione, era vaccinato.

Ove applicassimo questa percentuale al dato dei posti letto di T.I. oggi occupati, otterremmo che 1.133 posti sono occupati da malati non vaccinati e 584 da vaccinati.

In sintesi, i non vaccinati pesano, sui posti in terapia Intensiva, (9.538 + 571= 10.109), per il’11,2% del totale.

Questa la situazione numerica, indiscutibile perché pubblicata dagli Enti governativi.

Come si può, dunque, comprendere perché i media continuino a diffondere notizie di questo tipo (da IlSole24Ore dell’8/12 scorso):

“Spazi ridotti per pazienti cronici”

 Dario Manfellotto, presidente della Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) osserva: «Nonostante l’effetto vaccini abbia portato ad una riduzione dei casi più gravi, purtroppo iniziano a vedersi anche le prime criticità per i ricoveri di pazienti cronici, il cui spazio viene sacrificato». Il rischio di Covid grave che si osserva in queste settimane «è decisamente più basso rispetto ad altre ondate e sono in genere pazienti che possono esser dimessi rapidamente», aggiunge”.

Come si possono coniugare frasi come queste con le realtà descritte con i numeri del Governo?

Sono questi messaggi ed altri ancor più incomprensibili, in quanto provenienti da medici legati a ben altri doveri professionali ed etico-morali, che scatenano gli attacchi virulenti sul web da parte di gente che arrivano a proporre di non curare i contrari al vaccino?

Tempi bui questi.

 

 

Roberto Petacco

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