WORLD ECONOMIC FORUM, I CONFLITTI IN CORSO BLOCCANO LA RIPRESA ECONOMICA

In corso a Davos, in Svizzera, la 54esima edizione del Forum economico mondiale.

Tra i principali temi della kermesse internazionale, che vede riuniti banchieri, politici e potenti della terra, i conflitti in giro per il mondo che rischiano di mettere in crisi la ripresa economica.

Klaus Schwab, eminenza grigia del forum ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte a un mondo in cui si moltiplicano le fratture e crescono le divisioni sociali. Ciò produce un’incertezza e un pessimismo pervasivi. Dobbiamo ricostruire la fiducia nel nostro futuro andando oltre la gestione delle crisi, esaminando le cause profonde dei problemi attuali e costruendo insieme un futuro più promettente”.

Il Forum è stato fondato nel 1971 proprio da Klaus Schwab, economista e professore svizzero-tedesco, nel tentativo di promuovere la cooperazione globale su questioni politiche, sociali ed economiche. Lo scopo dell’organizzazione internazionale no-profit, che ora ha sede vicino a Ginevra, è quello di riunire i settori pubblico e privato per trovare soluzioni a problemi globali.

Grande attesa per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla sua prima apparizione al Forum. Di cosa parlerà? Oltre all’immancabile appello a ricevere più armi? Ha annunciato dal social X che a Davos presenterà “le posizioni e le capacità dell’Ucraina” per collaborare con “tutti coloro che vogliono lasciare un mondo in cui regnano stabilità e libertà”.

Tra i presenti anche Ursula von der Leyen, Anthony Blinken, Emmanuel Macron, Pedro Sanchez, Mark Rutte, Javier Milei, António Guterres, Assente, ovviamente, la Federazione russa, mentre sarà massiccia la presenza cinese capeggiata dal primo ministro Li Qiang, tuttavia senza il presidente Xi Jinping. Non ci sarà la delegazione turca, bloccata all’ultimo momento dal presidente Erdogan a causa della posizione ritenuta troppo filo-israeliana dell’organizzazione.

Hanno risposto all’appello di Schwab anche il primo ministro libanese, il primo ministro ed il ministro degli Affari Esteri del Qatar, il vice primo ministro ed il ministro del petrolio iracheni, ed il primo ministro del regno di Giordania. Completa il quadro mediorientale una consistente delegazione dell’Arabia Saudita.

Per l’Italia parteciperà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accompagnato dal presidente di Eni Giuseppe Zafarana e da quello di Enel Paolo Scaroni, da Andrea Illy, da Paolo Merloni del gruppo Ariston, da Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, da Pier Carlo Padoan di Unicredit e Matteo Laterza di Unipol.

L’evento riunisce anche 1.600 rappresentanti del mondo industriale e 800 amministratori delegati delle più grandi aziende multinazionali.

Non mancano le proteste. Circa 350 persone hanno marciato da Küblis a Davos per la giustizia climatica, rivolgendosi alle autorità e i capi di Stato che partecipano al Forum. Sono accusati di non impegnarsi abbastanza nel trovare soluzioni efficaci a lungo termine alla crisi climatica, tra i principali temi di quest’anno.

Fonte: Byoblu

 

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